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Ci sono delle volte in cui ho la precisa sensazione che qualcuno mi ascolti, da lassù, e semini degli indizi come Pollicino. Mi è capitato almeno un anno fa di leggere in altri blog di questo libro di Stephen King, On Writing – Autobiografia di un mestiere, una sorta di manuale di scrittura creativa, ma più autobiografia, più raccontato, invece del solito elenco di regole grammaticali o stilistiche. Mi incuriosiva. E mi ero ripromessa di acquistarlo, che sicuramente un autore di tal calibro aveva qualcosa da insegnarmi, anche se avevo una certa antipatia per lui (di Stephenie Meyer disse “la sua scrittura non vale niente”) e detesto il genere horror.

In seguito ad un trasloco, un’anziana signora mi regalò uno scatolone di libri da buttare (cioè, lei li avrebbe buttati se non glieli avessi chiesti): dentro c’era di tutto, per lo più gialli Mondadori e edizioni del Club del libro, qualcuna intoccata. In mezzo a questo pot-pourri saltò fuori proprio lui! Prima edizione originale rilegata di Sperling & Kupfer del 2001, introvabile.
Rimasi sbalordita. Era come se qualcuno fosse lì a dirmi: lo devi leggere! Di più, studiare!
Vediamo quindi cosa ho imparato da questo libro.

Nell’ultimo suo guest post, il Vecchio viaggiatore di panchine aveva introdotto il concetto di prospettiva e di come a volte ci impuntiamo a vedere le cose sempre dallo stesso punto. Il guest blogger di oggi ritorna sul concetto di “cambio di prospettiva”, stavolta strettamente legato alla scrittura, cambio indispensabile per la riuscita della storia che si sta scrivendo. 
Lui è uno scrittore di erbacce, uomini e donne che ci provano, perdono il lavoro, la moglie o il marito. Individui che non hanno qualità di alcun genere, ma che si trovano all’improvviso “sotto la ruota”. Non hanno in mente di fare rivoluzioni, o chissà cosa: solo di arrivare al giorno dopo. Sono erbacce, appunto. Ma assolutamente reali, perché anche noi potremmo ritrovarci erbacce all’improvviso. 
Della Trilogia delle Erbacce di Marco Freccero, io sto attualmente leggendo, gustandomelo ad ogni racconto, il primo volume “Non hai mai capito niente“.

Eccomi con un nuovo bollettino nautico nel nostro oceano di parole, questa volta per Navigare Informati nel mercatino dei libri usati. Capita spesso infatti che i non-lettori utilizzino come seconda scusa l’obiezione “i libri costano troppo” (la prima è “non ho tempo per leggere”). In effetti, andando a vedere le nuove uscite non gli si può nemmeno dare proprio torto: Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K. Rowling, il nuovo capitolo della saga uscito da una pièce teatrale, è in prevendita a 19,80 euro il cartaceo e 14,99 euro l’ebook (dando tra l’altro l’idea che stampa e diffusione del cartaceo costino solo 4,81 euro…l’ebook è un file, perdinci!).

Se c’è quindi la possibilità di risparmiare qualche soldino e guadagnare qualche nuovo lettore, ben venga! Anche noi lettori incalliti di certo non ci tiriamo indietro davanti a un 3×2, no? Meglio ancora se abbiamo la possibilità di scambiare i libri letti con nuove avventure. E questo è esattamente lo scopo di ComproVendoLibri: questo mercatino dell’usato virtuale, nato nel lontano settembre del 2000 per i testi scolastici e in seguito esteso a tutti i libri, di qualsiasi razza o specie, ha come unico obiettivo di far incontrare acquirenti e venditori, occasionali o professionisti (ci sono anche librerie che si pubblicizzano), GRATUITAMENTE. Avete letto giusto: non c’è nessun costo d’intermediazione.

Se mi seguite sui social, avete già sentito parlare del concorso più libroso dell’estate.
Nato da un’idea di Silvia Algerino di Lettore Creativo e Nadia Banaudi di Svolazzi e scritture, lo scopo di questo gioco è far circolare il messaggio che leggere è divertente, piacevole, rilassante, emozionante. Leggere è figo e ti permette di conoscere un sacco di persone: non c’è niente che unisca di più che scambiarsi le recensioni dei libri appena terminati!

Leggere non è peccato, semmai è un peccato NON leggere.
Peccato che ricondurrei all’Accidia, uno dei sette vizi capitali, che comprende la pigrizia e l’inerzia, mista alla noia. Invece leggere è un’attività spassosa e variegata, ci sono storie per ogni palato, impossibile annoiarsi!
Soprattutto leggere non è hobby costoso: con 8 euro di un biglietto al cinema per un solo film comperate 2 libri in edizione economica, anche nell’edicola sotto casa.
Leggere è cool e sexy.
Non mi credete? Date un’occhiata a questi affascinanti lettori in metro nel profilo Instagram Hot Dudes Reading, 887 mila follower ed un calendario pronto per il 2017. Donne, ce n’è davvero per tutti i gusti! (ai maschietti consiglio di girare con un libro in mano, possibilmente non a rovescio 😀 )

Continua la nostra rubrica Navigare Informati nell’avventuroso oceano di parole, ovvero tra i libri. E il bollettino nautico di oggi ci porta proprio ad osservare da vicino il nostro oggetto del desiderio, il libro.
Come è fatto? How it’s made?
Lo ammiriamo e lo rigiriamo tra le mani, lo soppesiamo quasi che la sua fisicità rappresenti al pari le emozioni della storia che nasconde, osserviamo incantati i colori della sua copertina e la grafica cesellata dei caratteri del suo testo. Ma sappiamo davvero dare un nome ad ogni sua parte?

Ovviamente parliamo di libri cartacei, per quanto riguarda la consistenza, perché un ebook dal punto di vista fisico è solo un file che dal sito dove l’acquistate passa direttamente dentro il vostro ereader/computer/smartphone. Ma per la struttura interna, dalla dedica all’indice, valgono le stesse considerazioni tra cartaceo e digitale. La storia poi non cambia affatto! Perciò leggete dove vi pare, ma leggete! 😉

Quelli che vedremo non sono nemmeno tutti i termini disponibili: ho lasciato perdere i dettagli da tipografia e gli elementi in disuso nel mondo moderno, tenendo solo quelli strettamente interessanti per il lettore finale, che possa facilmente destreggiarsi di fronte al commesso in libreria o nell’acquisto dei libri di seconda mano.
Perché un lettore informato è un lettore conquistato!

Dopo la prima puntata su Quant’è difficile pubblicare un libro, proseguiamo col bollettino nautico nel nostro oceano di parole, per navigare informati nel mondo dei libri. Questa volta vi racconto di un progetto davvero interessante, completamente italiano: BookABook, il crowdfunding applicato ai libri.
Generalmente, la pubblicazione di un libro è un investimento a carico dell’editore o dello scrittore stesso, mentre il lettore interviene solo nell’atto dell’acquisto, a prodotto finito, potendo solo scegliere tra un titolo e l’altro già presenti in libreria.
Eppure quante volte, cari lettori, vi è capitato di pensare: possibile che trovo sempre gli stessi libri? vorrei una storia diversa, a chi potrei chiederla? perché gli editori non chiedono cosa vogliamo davvero leggere? ecco, questo libro sarebbe stato magnifico se il finale…e poi la protagonista è troppo…
A me si, continuamente! 😉
Quando si giunge a fine lettura però, l’unico intervento possibile è quello di una recensione, positiva o negativa. Non c’è modo per il lettore di convogliare il mercato dell’editoria verso i propri desideri, se non con l’acquisto. Ma già allora è troppo tardi.
Con il crowdfunding è il finanziatore a dire la sua. Perciò in BookABook è il lettore a decidere quale storia pubblicare.

Anche se l’Estate non vuole saperne di mettersi in viaggio, partiamo noi con una nuova rubrica: Navigare Informati.
Non in mezzo alle onde burrascose come il noto bollettino nautico della Guardia Costiera, ma navigare informati nel nostro oceano di parole, ovvero tra i libri.
Perchè ci sono cose che i lettori non sanno, ma gli scribacchini ahimè si. Le impariamo sulla nostra pelle, qualcuna anche sul portafoglio, nel momento in cui pensiamo di avere una storia valida e beh, perchè no, vorremmo magari pubblicarla.

Ci troviamo quindi a studiare nuovi concetti: cosa sono l’EAP, il self-publishing o il crowdfunding; che differenza c’è tra l’editor, il correttore di bozze o l’agente; come scrivere una sinossi o una quarta di copertina accattivanti; non dormire più pensando ad un incipit che incolli alla pagina; comprendere se è meglio il POD (Print On Demand) o il POS (Print On Sale).
E soprattutto dobbiamo mettercela via: salvo rarissime eccezioni, pubblicare non cambia la vita. Se va di lusso, con una casa editrice “big” un esordiente può strappare un 6% del prezzo di copertina sul venduto. E quanto potrà mai vendere un autore debuttante in Italia, dove il 44% non legge nemmeno un libro l’anno?

Tutto questo non dovrebbe importare ad un semplice lettore, ma in realtà lo aiuta a scegliere meglio.
A capire che le classifiche di vendita sono una proiezione edulcorata di un campionamento su poche librerie, escludendo le vendite online. A non lasciarsi imbambolare dal vicino di casa che tronfio esclama: “Mi hanno pubblicato un libro!” e invece ha pagato per essere stampato e il suddetto libro non si trova da nessuna parte. Men che meno lasciarsi sedurre da una fascetta editoriale (quella cosa scomoda che “fascia” il romanzo) che acclama già 200.000 copie vendute il giorno stesso dell’uscita in libreria.
Perchè un lettore informato è un lettore conquistato!

In occasione del Salone del Libro di Torino che apre oggi i battenti, ho pensato ad un post da me-lettore per voi-lettori con il libro come tema centrale. Che purtroppo in Italia si legge sempre di meno. I dati dell’Aie, l’associazione italiana editori, dello scorso ottobre mostrano che il 58,8% della popolazione nazionale durante l’anno non apre nemmeno un libro, ultimi nella classifica europea. Le statistiche dell’Istat evidenziano come la quota di lettori risulti superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni, in età scolare quindi, e tende a diminuire nelle età successive. Quindi nasciamo lettori sui banchi di scuola, ma poi ce ne allontaniamo. Per quale motivo?

Non ho fatto in tempo a mettere in calendario questo post, che Silvia di Lettore Creativo, Marina di Il taccuino dello scrittore e Sandra di I libri di Sandra mi hanno preceduto di poco. Questo meme-blog chiede di scrivere un elenco di 25 fatti libreschi, sul proprio modo di leggere, le particolari scelte, le usanze e le piccole scaramanzie legate alla lettura. Che poi inevitabilmente si riflettono anche nella scrittura.

Vi aspettate un racconto altamente erotico a temperatura bollente o una virata improvvisa del blog quale shopping online di lingerie da burlesque? E’ bastato un titolo allusivo ed un’illusione ottica per accendere la vostra curiosità e farvi approdare qui a leggere, magari per la prima volta? Allo stesso modo, come può un libro scuotere la vostra attenzione in mezzo a tanti altri in una libreria continuamente rifornita?

La “quarta” di cui parliamo infatti è la quarta di copertina”, la quarta parte del formato tradizionale della copertina, che finisce come ultima faccia del libro. La quarta viene utilizzata oggi a scopo promozionale, riportando un breve testo descrittivo dell’opera e del suo autore, una citazione importante dalle sue pagine, un indizio della trama o le recensioni positive già ricevute dai critici.
Dopo il titolo e la grafica anteriore della copertina, la quarta è quel paragrafo che cerca di catturare l’attenzione del potenziale lettore e convincerlo all’acquisto del romanzo.

Dal momento che oggi siamo ospiti del “blog tour” di Michele Scarparo di Scrivere per caso e tra di voi potrebbe esserci qualche nuovo utente, desidero darvi il benvenuto a bordo. Webnauta è un veliero che naviga in un oceano di parole, tra i libri che vorrei leggere e quelli che vorrei scrivere. Se proprio dovesse mancare il vento, nascosti sotto coperta abbiamo motori di tutto rispetto, in piscina potete nuotare con i pinguini e nella biblioteca c’è un giovane Pàtton che ogni tanto scappa dentro un romanzo. Passeggiando lungo il ponte, potreste incontrare un gatto con un nome, ma attenti a non diventare la cena perfetta del lupo famelico. Se vi iscrivete alla newsletter nel box a destra, potrete leggere il diario di viaggio e magari vincere un giro in moto.

 

Il blog tour

Scarpe comode e zaino in spalla, Michele sta girando per i vari blog che hanno deciso di ospitare le sue rubriche, accompagnando anche i suoi lettori abituali nel viaggio. Queste le tappe già toccate dal tour:

Le prossime escursioni a calendario:

 

Guarda che quarta

Oggi tocca alla rubrica “Acchiappami” in versione “Guarda che quarta”. L’intento è quello di convincere il lettore ad acchiappare il nostro romanzo dallo scaffale e correre alla cassa per portarselo a casa. In particolare, dobbiamo scrivere il testo che andrà stampato nella nostra quarta di copertina, sfoderando tutte le armi di comunicazione e marketing, per incuriosire il pubblico senza svelare troppo della trama. Far sentire in poche parole l’essenza della storia, il profumo delle emozioni che sono contenute nella narrazione, assicurando il lettore che saranno sue, se ce ne darà l’opportunità.

Già. Ma noi non abbiamo un libro in pubblicazione. Quindi, di che quarta stiamo parlando?

Alle puntate precedenti sono state utilizzate delle copertine di libri improbabili, gli Adelphi ignoranti, ripensate in chiave comica su una pagina Facebook. Dal momento che oramai non trovavamo più titoli fantasiosi al punto giusto, abbiamo deciso di metterci in proprio. Ed ho ridisegnato personalmente la grafica della nuova Biblioteca Scarparo!

A Michele non rimarrà che inventare un titolo e scegliere una foto. Temo quindi che le prossime sfide saranno micidiali…

 

La nuova copertina della Biblioteca Scarparo

Questa la prima copertina in gara per la puntata di oggi: Tre uomini in banca (per non parlar del conto) di Jerome K. Jerome. Chi saranno questi tre uomini? Che cosa li porterà in banca? Sarà il conto corrente o un altro conto?

 

Guarda che quarta: Tre uomini in banca

 

Ora si gioca!

Agli aspiranti scrittori il compito di fornire una quarta d’impatto per questa prima pubblicazione della Biblioteca Scarparo (Michele, temo che dovrai alzare il livello del filtro antispam…vorranno tutti pubblicare con te, adesso! 😛 )
Inseritele le vostre versioni nei commenti sotto al post.

E ai lettori? Eh, voi avete l’incarico più importante! Dovrete essere proprio voi a dirci quale di questi libri comprereste! Quali delle quarte scritte vi convincono di più e per quale motivo. Esprimete il vostro voto sempre con un commento al post.
Pronti? Partenza…via!!

Credit photo: Mighty optical Illusions. Copyright by Vurdlak. http://www.moillusions.com