Che ci crediate o meno, questo post è lì che ronza dentro la mia testa da maggio. Uno di quei tarli che scava dubbi e l’unica maniera per fargli smettere questo estenuante lavoro è scriverlo nero su bianco, fissarlo una volta per tutte sulla carta (in una pagina web in questo caso) per guardarlo dritto negli occhi e dirgli: “Adesso basta, parliamoci chiaro!”
Parte tutto da un articolo letto dalla newsletter della rivista americana Writer’s Digest: 5 Ways an Author Blog Could Kill Your Writing (and What to Do Instead) di P.S. Hoffman, un autore di fantascienza che ha un blog di consigli per scrittura (dunque contraddice pure se stesso), che gioca spesso con i titoli che iniziano con un numero come 5 modi, 7 segreti, 21 trucchi, 3 chiavi (che attirano più lettori, perché siamo maggiormente attirati da regole, elenchi, decaloghi e affini) e soprattutto sembra approfittare della sua omonimia con il defunto attore Philip Seymour Hoffman. O magari ne viene penalizzato, visto che da Google non riesco a trovare i suoi libri.
In questo suo post, Hoffman analizza 5 modi in cui il blog può uccidere la scrittura ed un unico motivo per cui si dovrebbe davvero tenere un blog e impegnarcisi assiduamente. In questi mesi l’ho letto e riletto, a volte mi pareva di essere completamente d’accordo con il suo punto di vista, altre ancora ribaltavo i suoi ragionamenti.
Anche perché pochi mesi prima avevo proprio scritto che un blog non è uno spreco di risorse, ma un capitale investito a lunghissimo termine, nel mio articolo Il valore del blog per lo scrittore. Mi stavo forse rimangiando tutte quelle parole?
Che tenere un blog di tipo autore richieda un certo impegno, soprattutto se si vogliono produrre contenuti di qualità e avviare un dialogo aperto con i lettori, piuttosto che dare spazio ai soliti argomenti triti e ritriti di scrittura creativa, questo è fuor di dubbio. Uno sforzo fisico che si sente sulle spalle, sulle cervicali e qualche mattina anche sulle occhiaie. 😀
Senza contare che se si vuole essere letti, un minimo di lavoro tra motori di ricerca e social media dev’essere fatto. Ed è sempre tempo che viene sottratto allo scrivere storie.
Ma possiamo davvero affermare che il blog uccida la scrittura stessa?









