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Per chi si fosse aggiunto a questo blog da poco tempo, per consuetudine il primo post di gennaio è dedicato alla scelta delle tre parole che guideranno la nostra rotta durante tutto l’arco dell’anno appena cominciato. L’idea è di Chris Brogan, consulente di marketing e blogger, importata poi in Italia dal nostro Daniele Imperi sul suo blog PennaBlu, e fatta mia fin dal primo anno di webnauta perché mi è piaciuta subito.

Invece di stilare una sfilza di buoni propositi, rischiando di dimenticarli già a febbraio o che diventino obsoleti per nuove esigenze sopraggiunte, si tratta di scegliere tre parole che ci aiuteranno a guidare le nostre scelte, personali, famigliari o lavorative, giorno per giorno. Sembrerà incredibile, ma al prossimo dicembre vi accorgerete che questo metodo vi consente di raggiungere gli obiettivi meglio di qualsiasi lista di risoluzioni.
Come scegliere queste parole? Dato che utilizza questa tecnica dal 2006, Chris Brogan ci suggerisce qualche trucchetto:

  • non usare una frase, sprecando parole;
  • cercare parole d’azione, come i verbi;
  • considera parole che abbiano più utilizzi, le rende più potenti;
  • mantieni le stesse tre parole per tutto l’anno, se le cambi dopo pochi mesi rischi di rovinare tutti i risultati finali;
  • parole fantasiose ti portano fuori strada, meglio se sono semplici;
  • non devono avere significato per gli altri, ma solo per te.

I suoi sono solo consigli. Ad esempio, suggerisce di appuntarsele sulla scrivania e ripetersele spesso, per non dimenticarle. Però a me accade di pensarle bene e intensamente in questo periodo e poi di lasciarle andare. Quando si arriva a dicembre e si comincia con le statistiche e le analisi dell’anno al termine, torno a rileggerle e mi accorgo con stupore e piacere che davvero mi hanno aiutato. Senza ricordarle, sono rimaste fissate nel mio subconscio a muovere le mie scelte.
Non ci sono poi regole fisse: c’è anche chi si trova bene con una sola parola, una grande faro che illumina il cammino di tutti questi dodici mesi. Io non ci riesco, forse perché sono troppo abituata a seguire più progetti in contemporanea, che magari con una parola sola finisco pure per annoiarmi! 😀

Le mie tre parole del 2018 hanno funzionato benissimo fino a metà dicembre.
Ho fatto l’errore, ma solo adesso capisco che è stato un errore madornale, di scegliere le nuove tre parole ai primi di dicembre, sull’onda di altri amici blogger che già avevano nominato le proprie. Una di queste mi ha tratto in inganno e si è messa in movimento prima del tempo, davvero rovinando il finire del 2018! Chris Brogan sa il fatto suo, insomma!

Mi sono ritrovata così a pensare alla nuova parola sostituta solo in questi giorni, e non è stato semplice dopo questo sgambetto!
Quali saranno adesso le tre parole per webnauta e per me nel 2019?

Da quando webnauta è online, il primo post del nuovo anno è dedicato alle tre parole da scegliere per tracciare la nuova rotta di navigazione, per il blog ma soprattutto per me. L’idea è nata al blogger Chris Brogan ancora nel gennaio 2006, quando ha capito che i buoni propositi di inizio anno durano solo la prima settimana e ha deciso di sostituirli con solo tre parole, semplici ma potenti.

Non devono essere tre parole a caso prese dal vocabolario, ma devono avere un significato particolare per noi, devono guidarci nelle scelte che faremo durante l’anno, incoraggiarci a perseguire i nostri obiettivi, guidarci attraverso le difficoltà che incontreremo.
Dovremmo scriverle su un foglio, condividerle ovunque, salvarle perché compaiano periodicamente nella nostra agenda o sullo smartphone ed utilizzarle in tutti i nostri processi decisionali. Ogni giorno.

Data la sua esperienza di ben 11 anni di parole-guida, Chris Brogan ci svela qualche trucco imparato su se stesso e la condivisione dei risultati ricevuta dagli altri che hanno partecipato all’iniziativa: potete scegliere anche due o quattro parole, ma tre danno il risultato migliore; potete utilizzare una frase, ma sprecherete l’energia in articoli e preposizioni; potete anche decidere di cambiare le parole a metà anno, ma chi l’ha fatto ha visto diminuire la loro efficienza; potete scegliere un acronimo che rappresenti le vostre parole, ma rischiate di contrarre anche gli effetti che esse avranno; potete ripetere le parole dello scorso anno, ma dovreste accontentarvi anche dello stesso risultato, ne siete davvero sicuri?

Per capire meglio come funziona, qui potete leggere le sue parole per il 2018 e pure per gli anni precedenti: My 3 Words for 2018

Le mie parole del 2017 sono state incredibilmente potenti. E dunque la scelta adesso si fa anche ardua.
Quali saranno le parole del 2018 per webnauta, ma soprattutto per me?

Questa consuetudine l’ho iniziata l’anno scorso, seguendo l’esempio del blogger Chris Brogan, che dal 2006 sceglie tre parole ad inizio anno per farsi guidare nelle proprie azioni, non solo nella sua attività lavorativa, ma anche per la famiglia, gli amici e la sfera personale. Non devono essere tre parole scelte a caso e devono essere costantemente con voi: Brogan suggerisce di scriverle ogni giorno tra gli appunti, fissarle nel vostro monitor o crearvi uno sfondo sul vostro cellulare, per averle sempre davanti agli occhi. Potreste anche crearvi un appuntamento fisso nell’arco della giornata per verificare se i vostri progetti e le vostre scelte sono in linea con le tre parole.

Perché tre parole?
Me lo sono chiesto anch’io. Tre è il numero perfetto per la scuola pitagorica, perché sintesi del primo numero pari (due) e del primo numero dispari (uno). Senza contare il valore magico che assume in molte civiltà ed epoche diverse e il significato simbolico all’interno delle religioni, dove sono frequenti le triadi divine.

Ma soprattutto il tre è il numero che serve a rappresentare il concetto di superficie (uno è solo un punto, due disegna una linea), e che ci pone mentalmente a visualizzare le situazioni come multidimensionali. Se fosse solo una parola, svanirebbe nel nulla. Se fossero due parole, imposteremmo le nostre scelte tra “questa” o “quella”, come se fossero in opposizione anziché in sinergia.
Tre parole possono essere usate per creare un triangolo e muoversi al suo interno.
In sostanza, quelle tre parole sono la vostra rotta per il nuovo anno, la direzione che volete intraprendere per arrivare soddisfatti al prossimo capodanno. Potreste voler usare quattro parole, ma l’unico anno che Brogan l’ha fatto gli è andata veramente male.

Anche noi dobbiamo tracciare la rotta sulla mappa. Siamo ancorati in porto, per lavori di manutenzione (e spero che non ve ne accorgiate…), ma salperemo presto nelle acque del nostro oceano letterario.
Quali saranno quindi le tre parole per webnauta e per me nel 2017?

L’anno ormai è iniziato, il vascello è in navigazione in questo oceano di parole ma dobbiamo decidere che direzione prendere una volta al largo.
Almeno sulla carta va tracciata la rotta. Che poi nell’arco del viaggio si decida altrimenti, è un’altra cosa.

Così riprendendo l’idea di Chris Brogan, che dal 2006 sceglie tre parole ad inizio anno per farsi guidare nelle proprie azioni, mi aggancio anch’io al meme lanciato da Penna Blu (il mio primo meme!!) e fisso sulla mappa tre punti chiave da seguire per questo primo anno in mare.

 

1. Resilienza

Questa parola l’ho scoperta nel 2015 e mi colpì la sua musicalità prima ancora di leggere il suo significato.

resilienza

/re·si·lièn·za/
sostantivo femminile

  1. Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
  2. In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

Resiliente è colui che nelle difficoltà non si perde d’animo, non si lascia sopraffare dal pessimismo, ma riesce a riemergere, a ricostruire la propria vita senza perdere se stesso. Le persone resilienti riescono a vedere delle opportunità in mezzo ad una crisi.
Potremmo semplificare con un “mi piego ma non mi spezzo”.
Credo che più siamo resilienti e maggiormente siamo in grado di raggiungere i nostri obiettivi, nonostante tutto.
Ritengo quindi sia una condizione indispensabile per navigare a vista, devi essere pronto all’arrivo dell’iceberg!

 

2. Perseveranza

perseveranza

/per·se·ve·ràn·za/
sostantivo femminile

Costanza di atteggiamento o di comportamento, spec. in quanto accompagnata o motivata da propositi virtuosi o sostenuta da una convinzione personale, oggettivamente
più o meno valida o addirittura inaccettabile.
“studiare con p.”

Direi che senza perseveranza, nessun obiettivo può essere consolidato. Rischierebbe di essere un fuoco fatuo, e a lungo andare danneggiarci. Meglio conseguire piccoli risultati continui ma progressivi (capitalizzare il guadagno, diciamo), che un’unica vetta con una successiva rovinosa caduta.

 

3. Evoluzione

evoluzione

/e·vo·lu·zió·ne/
sostantivo femminile

  1. Svolgimento, sviluppo graduale e completo.
  2. Manovra o serie di movimenti ordinati diretti a cambiare la posizione di unità tattiche, di mezzi navali o di aerei, di un gruppo di ginnasti o di cavalieri.

Ovviamente intendevo evoluzione come miglioramento e crescita personale, della propria scrittura, delle proprie capacità comunicative. Ma il fatto che ci ho ritrovato tra i significati anche quello di spostamento di un mezzo navale, mi fa credere che è giusta due volte.

Me ne sono accorta ora, ma ho scelto tutti sostantivi femminili! Un caso? 😀
Inoltre le ho scritte istintivamente in ordine cronologico: prima devi essere resiliente e pronto a tutto, perseverare nell’inseguire l’obiettivo e solo così sarà possibile un’evoluzione dal punto di partenza della rotta.

 

Leviamo l’ancora

(e lanciamo il cancelletto)

Giusto ieri ho spiegato al nostro consulente in marketing che cos’è un “Blog Meme”. Ma si è dimostrato alquanto dubbioso: dal momento che si basa su singoli blog, non appartenenti ad un’unica piattaforma, la condivisione e pubblicizzazione è lasciata all’impegno dei singoli utenti. Ed in effetti è alquanto difficile che altri, al di fuori dei lettori dei blog partecipanti, ne vengano a conoscenza.

Per “esplodere” davvero un Blog Meme dovrebbe avere una sua immagine social, meglio se trasversale: il cancelletto!

L’hashtag # (da hash, cancelletto appunto) è un’etichetta che viene utilizzata dai social network come aggregatore di informazioni, così che gli utenti possano partecipare alla conversazione online più facilmente. Ogni utente ne può inventare uno o agganciarsi ad uno esistente.
Perciò per questo Blog Meme vi propongo l’hashtag:

#3parole2016

 

Chi ha un blog, può partecipare al Meme con un proprio articolo e rilanciarlo sui social accompagnato dall’hashtag. Chi non ha un blog, può accodarsi con l’hashtag scrivendo direttamente sui social le sue 3 parole per il 2016.

Allora, quali sono le vostre? Le avete già trovate?