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Solo un istante

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Non so voi, però a me l’aria di rientro a scuola di settembre manca un po’. Quando si passava in cartoleria e si valutavano i diari scolastici appena arrivati, gli astucci di ogni forgia e colore, i quaderni intonsi in pile ordinate, gli zaini sgargianti nello scaffale più alto, pastelli e pennarelli per tutto l’arcobaleno. Non che ogni anno si potesse rinnovare tutto il guardaroba, ma qualcosa di nuovo si spuntava sempre. Il diario di sicuro. Ai miei tempi il must era quello di Naj-Oleari, un sacco di pagine in più da dipingere a perdifiato.
Ho sempre pensato che da grande avrei aperto una cartoleria o una libreria. Non c’ho azzeccato proprio!

Invece per noi adulti settembre è rientrare al lavoro e al solito via vai, tale e quale a come l’abbiamo lasciato un paio di settimane prima. Forse un po’ riposati (seppure qualche mamma svela di attendere la scuola dei propri figli per respirare), ma manca quel carico di attesa e di aspettative del nuovo anno scolastico. I compiti e le interrogazioni tanto non finiscono mai.
Siamo dunque pronti al rientro? Ci aggiungiamo un po’ di colore?

Eccomi con un nuovo bollettino nautico nel nostro oceano di parole, questa volta per Navigare Informati nel mercatino dei libri usati. Capita spesso infatti che i non-lettori utilizzino come seconda scusa l’obiezione “i libri costano troppo” (la prima è “non ho tempo per leggere”). In effetti, andando a vedere le nuove uscite non gli si può nemmeno dare proprio torto: Harry Potter e la maledizione dell’erede di J.K. Rowling, il nuovo capitolo della saga uscito da una pièce teatrale, è in prevendita a 19,80 euro il cartaceo e 14,99 euro l’ebook (dando tra l’altro l’idea che stampa e diffusione del cartaceo costino solo 4,81 euro…l’ebook è un file, perdinci!).

Se c’è quindi la possibilità di risparmiare qualche soldino e guadagnare qualche nuovo lettore, ben venga! Anche noi lettori incalliti di certo non ci tiriamo indietro davanti a un 3×2, no? Meglio ancora se abbiamo la possibilità di scambiare i libri letti con nuove avventure. E questo è esattamente lo scopo di ComproVendoLibri: questo mercatino dell’usato virtuale, nato nel lontano settembre del 2000 per i testi scolastici e in seguito esteso a tutti i libri, di qualsiasi razza o specie, ha come unico obiettivo di far incontrare acquirenti e venditori, occasionali o professionisti (ci sono anche librerie che si pubblicizzano), GRATUITAMENTE. Avete letto giusto: non c’è nessun costo d’intermediazione.

Se mi seguite sui social, avete già sentito parlare del concorso più libroso dell’estate.
Nato da un’idea di Silvia Algerino di Lettore Creativo e Nadia Banaudi di Svolazzi e scritture, lo scopo di questo gioco è far circolare il messaggio che leggere è divertente, piacevole, rilassante, emozionante. Leggere è figo e ti permette di conoscere un sacco di persone: non c’è niente che unisca di più che scambiarsi le recensioni dei libri appena terminati!

Leggere non è peccato, semmai è un peccato NON leggere.
Peccato che ricondurrei all’Accidia, uno dei sette vizi capitali, che comprende la pigrizia e l’inerzia, mista alla noia. Invece leggere è un’attività spassosa e variegata, ci sono storie per ogni palato, impossibile annoiarsi!
Soprattutto leggere non è hobby costoso: con 8 euro di un biglietto al cinema per un solo film comperate 2 libri in edizione economica, anche nell’edicola sotto casa.
Leggere è cool e sexy.
Non mi credete? Date un’occhiata a questi affascinanti lettori in metro nel profilo Instagram Hot Dudes Reading, 887 mila follower ed un calendario pronto per il 2017. Donne, ce n’è davvero per tutti i gusti! (ai maschietti consiglio di girare con un libro in mano, possibilmente non a rovescio 😀 )

Continua la nostra rubrica Navigare Informati nell’avventuroso oceano di parole, ovvero tra i libri. E il bollettino nautico di oggi ci porta proprio ad osservare da vicino il nostro oggetto del desiderio, il libro.
Come è fatto? How it’s made?
Lo ammiriamo e lo rigiriamo tra le mani, lo soppesiamo quasi che la sua fisicità rappresenti al pari le emozioni della storia che nasconde, osserviamo incantati i colori della sua copertina e la grafica cesellata dei caratteri del suo testo. Ma sappiamo davvero dare un nome ad ogni sua parte?

Ovviamente parliamo di libri cartacei, per quanto riguarda la consistenza, perché un ebook dal punto di vista fisico è solo un file che dal sito dove l’acquistate passa direttamente dentro il vostro ereader/computer/smartphone. Ma per la struttura interna, dalla dedica all’indice, valgono le stesse considerazioni tra cartaceo e digitale. La storia poi non cambia affatto! Perciò leggete dove vi pare, ma leggete! 😉

Quelli che vedremo non sono nemmeno tutti i termini disponibili: ho lasciato perdere i dettagli da tipografia e gli elementi in disuso nel mondo moderno, tenendo solo quelli strettamente interessanti per il lettore finale, che possa facilmente destreggiarsi di fronte al commesso in libreria o nell’acquisto dei libri di seconda mano.
Perché un lettore informato è un lettore conquistato!

C’è bisogno di leggerezza, sia per attraversare lievi queste giornate afose, sia per godersi un po’ di estivo relax.
Perciò lasciamo da parte articoli tecnici e disquisizioni letterarie, diamo un po’ di respiro all’ispirazione per i racconti che arriveranno e concediamoci ad argomenti oziosi.
…anche se io sto continuando il mio Summer NaNoWriMo, ricopiando gli appunti cartacei al sicuro in yWriter e definendo l’ordine delle scene nella trama (che sembrerebbe banale mettere il primo bacio prima della notte di sesso, ma non impossibile…pensate a Pretty woman! 😉 )

Parlando di idee, spesso mi chiedono dove nascono le storie.
Te le sogni di notte? Anche. In realtà elaboro maggiormente di giorno. Intenta a fare tutt’altro, rimango in genere colpita da un particolare visivo, una nota odorosa, qualche melodia in sottofondo, un episodio raccontato, magari la conversazione origliata dal tavolo vicino. A volte un’intuizione improvvisa, a volte una riflessione che scava lentamente, talmente fiacca da sembrare immobile.

Ma chi è l’artefice di tutto questo lavorio?
Questo meme-blog in qualche modo tenta di dare una risposta, cercando di descrivere i personaggi che albergano nella nostra mente e che tutto il giorno intessano trame, dalla nostra vita a quelle fantasticate da riportare su carta. Sono quelle vocine, dai modi e toni diversi, che tutto il giorno ci fanno compagnia. Non ho mai creduto infatti di avere l’angioletto nell’emisfero destro e il diavoletto in quello sinistro. Sarebbe troppo semplice la cosa.

Ho lasciato che la ciurma leggesse in anteprima, chiedendo se ciò che vedo da dentro assomiglia a ciò che si vede da fuori. Le esclamazioni in sequenza sono state: Direi che è perfetta la descrizione del tuo interiore cerebrale! AmmaZza se ci prende! (ma non è un test…) No, è perfetto giuro!!!

Quando cominci, non riesci più a fermarti. E’ così che ridendo e scherzando ho collezionato quattro nuove versioni del Thriller paratattico, l’ultima delle quali vincitrice di un premio (ma non del tutto merito mio, capirete leggendo).
Di questo straordinario esercizio ve ne avevo già parlato in un post precedente, Piccole soddisfazioni in rosa, quando ho vinto la sfida con un’edizione romantica del testo, e successivamente quando mi sono cimentata nel Thriller paratattico dei tabù inviando in gara ben due narrazioni, andando contro i miei personali tabù, quello della morte per annegamento del personaggio e quello di pubblicare un racconto erotico.

Pensate che fosse finita lì? Proprio no. Le prove che il buon Michele Scarparo di Scrivere per caso ci propone, in coppia con il fondatore Helgaldo di dadovestoscrivendo, sono così variegate, intriganti e pure assurdamente folli…che è difficile smettere!
Sembra incredibile quante storie sempre differenti ogni sfidante riesca a tirare fuori da quelle poche righe!

Dopo la prima puntata su Quant’è difficile pubblicare un libro, proseguiamo col bollettino nautico nel nostro oceano di parole, per navigare informati nel mondo dei libri. Questa volta vi racconto di un progetto davvero interessante, completamente italiano: BookABook, il crowdfunding applicato ai libri.
Generalmente, la pubblicazione di un libro è un investimento a carico dell’editore o dello scrittore stesso, mentre il lettore interviene solo nell’atto dell’acquisto, a prodotto finito, potendo solo scegliere tra un titolo e l’altro già presenti in libreria.
Eppure quante volte, cari lettori, vi è capitato di pensare: possibile che trovo sempre gli stessi libri? vorrei una storia diversa, a chi potrei chiederla? perché gli editori non chiedono cosa vogliamo davvero leggere? ecco, questo libro sarebbe stato magnifico se il finale…e poi la protagonista è troppo…
A me si, continuamente! 😉
Quando si giunge a fine lettura però, l’unico intervento possibile è quello di una recensione, positiva o negativa. Non c’è modo per il lettore di convogliare il mercato dell’editoria verso i propri desideri, se non con l’acquisto. Ma già allora è troppo tardi.
Con il crowdfunding è il finanziatore a dire la sua. Perciò in BookABook è il lettore a decidere quale storia pubblicare.

Anche se l’Estate non vuole saperne di mettersi in viaggio, partiamo noi con una nuova rubrica: Navigare Informati.
Non in mezzo alle onde burrascose come il noto bollettino nautico della Guardia Costiera, ma navigare informati nel nostro oceano di parole, ovvero tra i libri.
Perchè ci sono cose che i lettori non sanno, ma gli scribacchini ahimè si. Le impariamo sulla nostra pelle, qualcuna anche sul portafoglio, nel momento in cui pensiamo di avere una storia valida e beh, perchè no, vorremmo magari pubblicarla.

Ci troviamo quindi a studiare nuovi concetti: cosa sono l’EAP, il self-publishing o il crowdfunding; che differenza c’è tra l’editor, il correttore di bozze o l’agente; come scrivere una sinossi o una quarta di copertina accattivanti; non dormire più pensando ad un incipit che incolli alla pagina; comprendere se è meglio il POD (Print On Demand) o il POS (Print On Sale).
E soprattutto dobbiamo mettercela via: salvo rarissime eccezioni, pubblicare non cambia la vita. Se va di lusso, con una casa editrice “big” un esordiente può strappare un 6% del prezzo di copertina sul venduto. E quanto potrà mai vendere un autore debuttante in Italia, dove il 44% non legge nemmeno un libro l’anno?

Tutto questo non dovrebbe importare ad un semplice lettore, ma in realtà lo aiuta a scegliere meglio.
A capire che le classifiche di vendita sono una proiezione edulcorata di un campionamento su poche librerie, escludendo le vendite online. A non lasciarsi imbambolare dal vicino di casa che tronfio esclama: “Mi hanno pubblicato un libro!” e invece ha pagato per essere stampato e il suddetto libro non si trova da nessuna parte. Men che meno lasciarsi sedurre da una fascetta editoriale (quella cosa scomoda che “fascia” il romanzo) che acclama già 200.000 copie vendute il giorno stesso dell’uscita in libreria.
Perchè un lettore informato è un lettore conquistato!

Non stiamo parlando del Nano politico e nemmeno del saluto Nano-Nano di Mork da Ork. Il NaNoWriMo è il NAtional NOvel WRIting MOnth, ovvero il Mese Nazionale di Scrittura del Romanzo. Ve ne ho accennato nell’introduzione al software yWriter6, perchè anche il suo creatore, lo scrittore Simon Haynes vi ha partecipato con successo per ben 6 volte. In realtà, avevo pure sbagliato l’acronimo: l’avevo erroneamente tradotto con NAtional NOvember WRIting MOnth, perchè in effetti il NaNo si svolge nel mese di Novembre. Il cronometro scatta al 1 Novembre alle 0.00 e termina alle 23.59 del 31. Addirittura contare i minuti? La sfida è scrivere un romanzo di 50.000 parole in 30 giorni, ed ogni minuto è davvero prezioso!
Ma il NaNoWriMo non è nemmeno solo questo. E’ molto di più!

Sono stata (non) nominata, ma soprattutto promossa, al Liebster (blog) award. Ma che roba é questa cosa che suona come un dado da brodo??
Quando navigate nei vari blog personali, probabilmente notate alcuni blogger le cui barre laterali sono pieni di premi: Best Blog Awards, One Lovely Blog Award, Addicting Blgo Award, The Addictive Blog Award, The Versatile Blog Award, Beautiful Blog Award, Food Blog Award, So sweet Blog Award…
Alcuni li collezionano in homepage come i bollini della spesa sulla tessera raccogli punti.
Da dove vengono? Come si conquistano?
Ci sono alcuni siti dove concorrere alla votazione, ma la maggioranza si ottengono direttamente da altri blogger per “nomina”, una maniera per riconoscere e sostenere un blog che va oltre il semplice commento. Quando qualcuno ti dà un premio di questo tipo, è il suo modo di dire: “Il tuo blog è così meraviglioso che tutti dovrebbero leggerlo!”