Category

Solo un istante

Category

Dopo ben 70 puntate e quasi 700 versioni diverse (valore stimato) il Thriller Paratattico se ne va in pensione.
A darne l’annuncio Marina Guarneri nel suo blog Il Taccuino dello Scrittore che ci ha invitato ad un Gran Gala di commiato, scrivendo una nuova versione free-style, in totale libertà di tema, di contenuto, di lunghezza, di ispirazione, o andando a ripescare uno degli esercizi già svolti con una nuova sfavillante interpretazione.

E io non ho avuto dubbi sulla mia scelta…

Questa consuetudine l’ho iniziata l’anno scorso, seguendo l’esempio del blogger Chris Brogan, che dal 2006 sceglie tre parole ad inizio anno per farsi guidare nelle proprie azioni, non solo nella sua attività lavorativa, ma anche per la famiglia, gli amici e la sfera personale. Non devono essere tre parole scelte a caso e devono essere costantemente con voi: Brogan suggerisce di scriverle ogni giorno tra gli appunti, fissarle nel vostro monitor o crearvi uno sfondo sul vostro cellulare, per averle sempre davanti agli occhi. Potreste anche crearvi un appuntamento fisso nell’arco della giornata per verificare se i vostri progetti e le vostre scelte sono in linea con le tre parole.

Perché tre parole?
Me lo sono chiesto anch’io. Tre è il numero perfetto per la scuola pitagorica, perché sintesi del primo numero pari (due) e del primo numero dispari (uno). Senza contare il valore magico che assume in molte civiltà ed epoche diverse e il significato simbolico all’interno delle religioni, dove sono frequenti le triadi divine.

Ma soprattutto il tre è il numero che serve a rappresentare il concetto di superficie (uno è solo un punto, due disegna una linea), e che ci pone mentalmente a visualizzare le situazioni come multidimensionali. Se fosse solo una parola, svanirebbe nel nulla. Se fossero due parole, imposteremmo le nostre scelte tra “questa” o “quella”, come se fossero in opposizione anziché in sinergia.
Tre parole possono essere usate per creare un triangolo e muoversi al suo interno.
In sostanza, quelle tre parole sono la vostra rotta per il nuovo anno, la direzione che volete intraprendere per arrivare soddisfatti al prossimo capodanno. Potreste voler usare quattro parole, ma l’unico anno che Brogan l’ha fatto gli è andata veramente male.

Anche noi dobbiamo tracciare la rotta sulla mappa. Siamo ancorati in porto, per lavori di manutenzione (e spero che non ve ne accorgiate…), ma salperemo presto nelle acque del nostro oceano letterario.
Quali saranno quindi le tre parole per webnauta e per me nel 2017?

Siamo agli ultimi metri del 2016 e come tutti i blogger anch’io devo tirare le somme, le temibili statistiche incombono. Ecco quindi il fantasmagorico post degli articoli più letti dell’anno! E non solo: i più cliccati, i più commentati, i più condivisi…
Prima di tutto, c’è di che essere soddisfatti: non sono molti i blog a sopravvivere al primo anno, lo so bene anche per passata esperienza indiretta. Molti sono quelli che rimangono fermi ai primi articoli e poi gradualmente mollano. C’è chi parte con un eccesso di entusiasmo e poi si ritrova stanco di scrivere dopo pochi mesi. E chi pubblica post accuratissimi, ma non riceve letture o commenti che lo ricambino della fatica. E restano lì.
Non è per nulla semplice: per mantenere vivo un sito c’è da farsi un cu…bico lavoro giornaliero, domeniche comprese. 😉

Inoltre dobbiamo tener conto che webnauta pubblica solo 1 post settimanale, contro altri blog che riescono a mantenere un calendario di 2 o 3 post a settimana. All’inizio sembrava una scelta limitante e penalizzante, ma era (ed è) l’unica che mi posso permettere al momento, dovendo giostrarmi lo scarso tempo libero tra scrittura, lettura e blogging.
Il rischio di concentrarsi esclusivamente sul blog è di diventare troppo blogger, troppo social, troppo commentatori e non scrittori. Il focus è la scrittura. Se non si procede in tal senso, scrivendo (e non sto parlando di pubblicazione), il blog diventa una fatica sprecata.

Qualcuno penserà poi che sto spiattellando troppi numeri e dovrei tenerli per me. Beh, ci sono servizi online, anche gratuiti, che solo con l’inserimento del semplice indirizzo web vi consentono di spiare i risultati della concorrenza (e in questo caso è già una sfida capire chi è la concorrenza…un servizio di analisi keyword mi confronta in automatico con il sito di Salvatore Aranzulla!). Comunque, diciamo che su questo fronte c’è ben poca privacy. Quindi a che serve nascondersi? 🙂

Allora, vediamo un po’ cosa possono dirci questi numeri…un po’ folli!

Buon compleanno a webnauta! Questo bimbo-blog che oggi compie un anno e spegne la sua prima candelina!
Vento sempre in poppa, la ciurma pronta a spiegare o ammainare le vele a seconda della necessità, tutti decisi a cambiar direzione ad ogni sussulto della bussola. Non mi sembra nemmeno vero. Quest’anno è volato fin troppo velocemente che c’è da chiedersi se non siamo a bordo di un catamarano che sfiora appena l’acqua, con lo scafo sollevato di sopravento e solo i foiles a contatto dell’oceano, noi sopra a 8 metri dalla superficie a far da contrappeso.
E’ stato un bell’anno, carico e intenso. Quindi oggi spegniamo quella candelina con soddisfazione.

Ed oggi si chiude anche, come promesso, il contest che abbiamo organizzato e tenuto vivo per tutto quest’ultimo mese.
Le regole per la partecipazione erano poche, ma semplici: scrivere un racconto breve (max 8000 caratteri, spazi inclusi) o una poesia, che contenessero le Parole Coordinate della rotta: NAVIGATORE – CHEESECAKE – MANOSCRITTO – FRESIA. Iscriversi alla newsletter e inviare il testo entro le ore 24 dell’8 dicembre 2016, per essere ammessi.

Abbiamo avuto 7 magnifici racconti in concorso e 3 eccezionali fuori gara, per loro stessa scelta. Se ve ne siete perso qualcuno, li potete rileggere tutti qui: Un compleanno, un contest, un premio! Pronti per il viaggio?

Il mattino del 9 dicembre, i giudici Daniela, Alessandro e Simona si sono riuniti in sessione plenaria per decidere all’unanimità il vincitore della borsa di webnauta piena di libri messa in palio per il contest.
Glielo avevo detto che non sarebbe stato facile, che leggere dei racconti è una cosa, ma valutarli e scegliere il migliore è ben altro paio di maniche! Man mano che arrivavano i testi dai vari blog era tutto un “Che belloooo!”, “Ma questo vince!”, “Quest’altro è il più fantastico di tutti!”.
Appena riuniti han cominciato a dare le stelline a destra e a manca, indecisi sul risultato, perché ovviamente ognuno è un racconto splendido a modo suo. Dato che non si potevano moltiplicare le borse (c’hanno provato eh!), speriamo di aver raggiunto un compromesso, con un unico vincitore, ma due menzioni speciali.
Curiosi?

Ho sentito l’odore che conosco bene: quello del terrore. Ho sentito di nuovo la voce di nonna che quella volta mi prese in braccio e mi portò fuori di casa di corsa, senza giacca, nel freddo della sera. Non è niente, non è niente, diceva. Ma perché trema tutto? La terra ha mal di pancia, Franceschino, bisogna portare pazienza. Nonna non c’è più, ma le sue parole le sento ogni volta che il terrore torna a devastare le vite umane. Anche stavolta. Svegliato nella notte dallo stridere incontrollato del vetro delle finestre, in tempo per correre fuori al buio prima dell’ondata di polvere e gas, del rumore della pietra impotente che sgretola in farina. Poi resta solo l’odore della morte, di chi non ce l’ha fatta. E diventa difficile bere un caffè sotto la tenda insieme agli altri superstiti mentre i volontari continuano ad estrarre corpi. Ci sono domande a cui non si riesce a rispondere. Perché lei si e io no? Quanti ne sono rimasti a te? Con chi ce la prendiamo stavolta? La terra ha mal di pancia, Franceschino, bisogna portare pazienza.

 

Il 24 agosto la terra ha tremato. Alle 3.36 la quiete notturna è stata improvvisamente squarciata da una violenta scossa che si è propagata al suolo per 142 secondi. Interminabili.
Gli effetti voi li avete visti la mattina dopo, all’ora di colazione, di fronte al primo notiziario della giornata.
Io invece quel terremoto l’ho vissuto da vicino, da Monterubbiano, circa 70 km in linea d’aria dal centro del sisma, in una casa in affitto per le vacanze estive. Svegliati dai vetri delle finestre impazziti e dal letto che correva per la stanza.
Scappati fuori in maglietta e short nel freddo pungente lasciato da un temporale estivo la sera prima, a guardarsi stupiti con gli altri abitanti del quartiere, attoniti più di noi.
Le nostre ferie sono finite lì e siamo rientrati, perché non ci si può rilassare aspettando di sentire di nuovo la terra muoversi sotto i piedi e nemmeno sapendo che a pochi chilometri da te c’è chi ha perso tutto, casa e famiglia, la vita.
Perciò capirete che a questo progetto, di solidarietà per le zone colpite, ci tengo particolarmente.
Venti autori che hanno dato il proprio contributo, chi un racconto, chi il proprio tempo, per questa fantastica antologia, Buck e il Terremoto.

Pensavate di esservi sbarazzati di lui vero, cari amici blogger? Pensavate di non dover più rispondere a questionari, apporre bollini e nominare alla causa altri blogger contagiati? Pensavate che con l’avvento dei social media, la catena si fosse finalmente spezzata? E invece no, è tornato, nemmeno pochi mesi ed è di nuovo qui. Il temibile e indistruttibile Liebster Award!

Di cosa si tratta ne avevo scritto lo scorso maggio, nell’articolo Liebster award per scoprire nuovi blog, quando webnauta era stato promosso e bollinato già a pochi mesi di vita. Con una lunga e febbrile ricerca (si, si, ero in malattia per influenza, me lo ricordo bene), ero risalita alla nascita di questo stranissimo premio dal formato “catena di Sant’Antonio”.

E poi settimana scorsa la gentilissima Francesca Fichera del blog La finestra di Hopper  mi ha lasciato l’avviso di nomina ad un nuovo giro di Liebster, dopo essere approdata qui alla ricerca di notizie sul suo funzionamento. Prima di tutto la ringrazio, sia della fiducia che della nomina, perché ogni volta si ha l’occasione di spaziare le proprie conoscenze con blog curiosi e diversissimi dal nostro.

Ma cosa c’è da fare stavolta?

Pensavate che questa rubrica fosse sospesa per intemperie? Assolutamente no! Anche se l’inverno bussa alla finestra, noi continuiamo a navigare informati nel nostro oceano di parole, seguendo i consigli del bollettino nautico nel mondo dei libri. Soprattutto ora che è in arrivo il Natale e magari sotto l’albero qualcuno vuole trovarci un buon romanzo. (A proposito: ricordatevi i 10 consigli per regalare un libro, che quelli non scadono mai!)

Di cosa ci occupiamo stavolta? Beh, questo è un articolo su commissione. Dopo aver scritto Quant’è difficile pubblicare un libro per la stessa rubrica, un’amica scribacchina mi ha chiesto: “Editor, impaginatore, grafico, editore, ghostwriter, correttore di bozze…ma quanti sono i personaggi che seguono la scrittura di un libro?”
Nel frattempo anche una lettrice si è fatta avanti e mi ha domandato: “Ma davvero c’è bisogno di tutta quella gente per la pubblicazione? E i self publisher che fanno tutto lo stesso da soli?”

La questione è ardua e complessa, tanto che ho aspettato parecchio prima di scriverci su, consultando anche scrittori pubblicati e raccogliendo i loro sfoghi personali per qualche incidente di percorso lungo il tragitto, che li ha lasciati amareggiati. Come sempre, dove ci sono sogni ci sono truffe. E’ fin troppo facile lucrare sulle speranze delle persone. E occorrono delle serie valutazioni fatte a sangue molto freddo.

Questa però è sempre una rubrica per lettori, perché a loro dovrebbe interessare come funziona la filiera di produzione di un romanzo? Perché un lettore informato è un lettore conquistato ed è proprio il lettore che può fare la differenza in libreria, prima di andare alla cassa a pagare, anche negli shop online. E deve sapere cosa c’è dietro al prezzo di copertina.

Erano i primi di agosto, caldo opprimente ma ferie lavorative appena iniziate. Ciurma riunita sul ponte di comando, ci prendiamo qualche minuto di relax per programmare il calendario autunnale di webnauta. In pochi minuti, si arriva addirittura a riempire tre mesi, fino a dicembre. Un anno di blog.

“Ragazzi, e per il primo compleanno del blog, che si fa? Gli articoli più letti dagli utenti durante l’anno trascorso?”
“No, quello si fa a fine anno comunque, al 31 dicembre, anche se abbiamo iniziato poco prima.”
“Al compleanno si festeggia, un brindisi e un regalo! Guarda cosa abbiamo realizzato in meno di un anno! Sembra ieri che l’abbiamo caricato online!”
“Già, non pensavo di sopravvivere un intero anno di nottate sveglia a chiudere post e pregare che arrivino i commenti…”
“E se ci stampiamo le magliette con il logo e i nomi come regalo?”
“Noooooo, basta magliette…tra maratone rosa, challenge scozzesi e gruppi in palestra, ho il cassetto pieno, grazie! Regalatemi una borsa!”
“Ci vuole qualcosa di coinvolgente, per i lettori del blog.
“E se invece di un regalo…un premio? Che ne dite, ciurma, di un contest…letterario? Per una volta non scrivo io, per una volta scrivono gli altri! E per una volta, a voi tocca leggere e fare da giudici! Soprattutto vi tocca leggere. Perfetto, no?”

Ho rischiato l’ammutinamento, soprattutto dei pinguini, ma poi il progetto è partito. Abbiamo stabilito le regole per partecipare, abbiamo discusso sulle parole chiave del contest e infine abbiamo pensato a cosa mettere in palio per il vincitore. Qualcosa di utile e in stile navigatore vagabondo.
Forse ci siamo fatti prendere la mano, ma l’abbiamo fatto col cuore.
E sì, c’è un bel primo premio in palio! Che aspetta solo voi!

 

Le Parole Coordinate

Per questo contest c’è da scrivere qualcosina. E scrivere, lo sapete, è sempre un gran bel viaggio in terre lontane e fantastiche.
Per noi navigatori, un viaggio necessita di una rotta tracciata sulla mappa. Si calcola un punto nave e si decide l’andatura, spezzata o lineare, a seconda del punto di atterraggio e degli ostacoli che troviamo nella carta nautica. A volte sono proprio gli ostacoli a rendere il viaggio affascinante, no?

Per questo nostro contest, NAVIGATORE è il punto nave di partenza, CHEESECAKE – MANOSCRITTO – FRESIA le tre coordinate di viaggio che dovrete comprendere nella vostra rotta. Potete salpare su un dinghy, un catamarano, un motorsailer o una goletta: non ci importa il mezzo che userete.
Il vostro testo potrà spaziare in ogni dove e in ogni quando, purchè rispetti le coordinate e arrivi in tempo in porto. Lasciamo a voi decidere l’andatura, attenti però alle tempeste e alle burrasche. Non fatevi cogliere impreparati.

Queste sono quindi le Parole Coordinate da rispettare:

Navigatore – Cheesecake – Manoscritto – Fresia

Come funziona il contest

Le regole per la partecipazione sono poche, ma semplici. E in caso di dubbio, siamo qui pronti a rispondere. Ricordatevi dunque di:

  • iscrivervi alla newsletter di questo blog per rimanere aggiornati anche sull’andamento del contest (se l’indirizzo non corrisponde al dominio del vostro blog, avvisate con una mail ed effettueremo noi l’aggancio manualmente)
  • scrivere un racconto breve (max 8000 caratteri, spazi inclusi) o una poesia, come preferite. Non sempre ci vogliono tante parole, per scrivere bene. Il tema del testo deve toccare le Parole Coordinate della rotta: NAVIGATORE – CHEESECAKE – MANOSCRITTO – FRESIA
  • se sei un blogger, crea un post con il tuo testo in gara, linkando questa pagina e inviandoci una mail con l’indirizzo del tuo sito: ti inseriremo nella lista dei concorrenti, al termine di questo articolo;
  • se non hai un sito, inviaci una mail con il tuo scritto a barbara.businaro@webnauta.it: provvederemo noi a inserirti in una pagina dentro webnauta (e ti invieremo poi il link via mail);
  • se non sei un blogger, condividi comunque l’iniziativa e il tuo racconto/poesia sui tuoi social, in qualsiasi piattaforma tu sia iscritto, con il tag #webnauta; se il tuo testo ottiene più apprezzamenti, se ne convinceranno anche i giudici, no? 😉
  • fate attenzione alla scadenza: inviate via mail o scrivete il testo nel vostro blog entro le ore 24 dell’8 dicembre 2016;
  • il vincitore sarà proclamato il giorno 11 dicembre 2016, primo compleanno di webnauta 🙂 Riceverà il premio all’indirizzo che ci fornirà via mail per la spedizione, con pacco tracciabile.

 

I giudici!

Eh no, non sono mica io il giudice! Macchè devo sempre fare tutto io qua? E’ na barca, non un albergo!
Abbiamo tre severissimi giudici, e la loro severità sta sul fatto che leggono pochino, quindi proprio vi dovete impegnare per persuaderli che il vostro racconto/poesia è il migliore!
Ve li presento, in ordine rigorosamente alfabetico:

 

Daniela Bino di Infosearch
Daniela Bino, web developer e titolare di InfoSearch, moglie e madre di un ragazzo di tredici anni (una forza della natura!). Ama viaggiare, leggere, scrivere, ballare e nuotare. Adora moltissimo anche praticare windsurf (un amore a prima vista). Le piace prendersi il suo tempo per leggere un buon libro (i suoi preferiti sono Clive Cussler e Carlos Ruiz Zafon) e i libri devono essere rigorosamente cartacei: non può fare a meno della sensazione tattile che le restituisce un romanzo ben scritto. E’ padovana DOC e innamorata di Padova fin dai tempi dell’Università. Ha un cane e una gatta: King Arthur è un pastore scozzese docile e affettuoso,  che ha poi adottato una gatta nera, Nerina, un nome e un programma. Arthur e Nerina sono i suoi compagni di avventura. Scrive per passione: iniziato come un gioco, ora non ne può fare a meno. Ma difficilmente si lascia leggere!

 

Alessandro -oculus- Blasi
Alessandro Blasi, fiorentino, ha una passione per i computer da quando andava in quinta elementare (si parla di metà anni ’70) e per la musica. Attualmente si guadagna da vivere facendo l’ottico, ma le sue passioni lo portano a sperimentare sempre cose nuove sia in ambito informatico che in quello musicale. Orientato ormai da decenni alla filosofia del software libero ed open-source, i suoi pc sono equipaggiati esclusivamente con Linux. Da alcuni anni adora disegnare, soprattutto personaggi di cartoni animati anime e manga, ed ha creato Alex & Whirly. Trovate tutto nel suo sito Oculus.itLavoro, passioni e famiglia, ultimamente, lasciano poco spazio alla lettura che comunque ha avuto un ruolo importante in un certo periodo della sua vita. Affascinato dal libro di Michael Ende “La storia infinita” da bambino e rapito da “Kay Scarpetta” in età adulta, riusciranno i vostri racconti a rapire la sua attenzione?

 

Simona Fioravanti di Up360
Simona Fioravanti, Visual Designer felicemente coinvolta nell’impermanenza del Lifelong Learning. Mamma di UP360.iT e di uno splendido Labrador di nome Sonny che è sempre il primo ad arrivare in studio ogni mattina! Simona ama leggere e soprattutto negli ultimi anni si è avvicinata molto alla Filosofia Buddhista. Ha volutamente dato un taglio anche etico alla sua Azienda, dedicando diverse uscite del suo Blog a guidare le Onlus ed i piccoli Professionisti alle prime armi nel farsi strada alle prese con la giungla del web. Stupirla non sarà certo semplice, ma se saprai affascinarla e coinvolgerla nel tuo racconto, non te ne pentirai!

 

Il premio!

Una borsa piena di libri, no? Che altro poteva essere il primo premio per un contest scribacchino?
Un’esclusiva borsa in tela con il logo webnauta, perfetta per portare in giro il libro che state leggendo o l’ebook reader, la penna porta fortuna e il vostro fedele taccuino, per gli appunti o per scrivere una nuova storia. Una borsa portatutto ideale per ogni occasione, realizzata in cotone naturale, lavabile in lavatrice. Il vincitore la riceverà piena di libri, esattamente come la vedete in foto.
Sappiamo che sono libri cartacei e di diverso genere, direttamente dalla nostra biblioteca di bordo perché sono libri che abbiamo amato e vogliamo condividere, ma solo il vincitore scoprirà i titoli! 😉

Primo premio del contest

 

 

Pronti? Partenza…Via!

Le regole ci sono, la rotta di gara anche, il premio è già qui che vi aspetta, io controllo la piattaforma e i motori che tutto giri a dovere, i giudici hanno fatto scorta di tè e caffè per le ore di lettura. Per ora sono preoccupatissimi di dover leggere un centinaio di racconti in soli tre giorni, se li spedite tutti il giorno di chiusura. Non fategli sto scherzo! 😉 Che poi il rischio è che il server mail s’intasi e il vostro testo non arrivi in tempo.

Questo post sarà aggiornato con i link e i testi che via via parteciperanno al contest.
All’11 dicembre prossimo pubblicheremo il post con il nome del vincitore.
E adesso… pronti con le penne? 3…2…1…Via!

 

Racconti e poesie che partecipano al contest, in ordine di arrivo:

  1. Una cheesecake da sogno di Nadia Banaudi sul suo blog svolazzi e scritture
  2. Un compleanno un contest …un premio di Gian Paolo Marcolongo dal suo newwhitebear’s Blog
  3. La donna del faro di Silvia Algerino sul suo blog Lettore Creativo
  4. Il barbone rampante o anche Una panchina per due di Sandra Faè sul suo blog I libri di Sandra
  5. L’essenza magica di Darius Tred dal suo Darius Tred Retro Blog
  6. Capo Agulhas di Paolo Forte
  7. La recita di Natale di Marina Guarnieri dal suo blog Il Taccuino dello Scrittore 

 

Racconti e poesie fuori concorso, i cui autori ringraziamo comunque:

Dai e dai, prima o poi doveva succedere. Che io dovessi pubblicare questo post per rispondere al fuoco incrociato della stessa domanda. Sempre l’ennesima questione che tutti gli scribacchini ben conoscono e che li manda dritti dritti in paranoia. Finora l’avevo galantemente schivata, con un sorriso di circostanza, ma è arrivato il mio turno.

Perché se scrivo al maschile nessuno si sogna di chiedermi se è autobiografico. Ho spedito Mario Pàtton dentro la stanza delle torture in Cinquanta sfumature di grigio e poi di nuovo al Museo del Louvre, nel turno di notte, prima dell’assassinio che apre il Codice Da Vinci. Eppure non sono nemmeno mai stata a Parigi! E se conoscessi Mr. Grey col cavolo che starei qua! (gli avrei fregato l’Audi R8, che credevate? 😛 )

Se m’invento qualcosa di assurdo, come la cena perfetta di un uomo condannato a licantropo sanguinario o la morte per annegamento di una ragazza sperduta a Montmartre, lasciando il lettore letteralmente senza fiato con la stessa sensazione di soffocamento, nemmeno lì mi si chiede se c’è qualcosa che ho vissuto in prima persona. La risposta è ovvia. Respiro ancora, senza ululare alla luna (anche se nella rabbia qualcuno me lo sbranerei volentieri).

Ma se scarabocchio qualcosa di femminile e “normale”, la domanda appare magicamente all’orizzonte. O è sottintesa.
Quando mi sono decisa a varcare la soglia dei tabù, con un racconto erotico (che poi aveva ben poco di esplicito; il tabù era la stessa pubblicazione), è successo esattamente quel che temevo: una settimana di occhiatacce femminili e ammiccamenti maschili (e io che faticavo a rimaner seria), chiaro segnale che mi avevano identificato con la protagonista. Ridendo e scherzando, qualcuno mi ha chiesto come si accede al circolo. Mi spiace: non c’è nessuna mezza corona d’argento, così come il vestito nero. E il mio dentista è una donna.
Con l’ultimo Note di carta, storia di una donna lavoratrice insoddisfatta del proprio amore, la domanda si è fatta insistente, concentrandosi ovviamente sulla figura femminile, pure da parte di chi mi conosce e sa benissimo che mai e poi mai mi metterei a stirare a 38 gradi. Nessuno che abbia cercato la provenienza del biglietto canterino, per dire.

Ma perché me lo chiedi, mio caro lettore? Cosa nasconde la tua richiesta, che mi sfugge?

Anche se l’estate è ufficialmente terminata, il tempo ci regala ancora giornate meravigliose e noi continuiamo a navigare informati nel nostro oceano di parole, seguendo i consigli del bollettino nautico nel mondo dei libri. Dopo esserci occupati del mercatino dell’usato di ComproVendoLibri, questa stavolta rivolgiamo la nostra attenzione ai libri che GRATUITAMENTE circolano liberi per il mondo, viaggiano di lettore in lettore, senza richiedere alcuna spesa (tempi duri per la scusa del “non leggo libri perchè costano troppo”!)
Si chiama BookCrossing (letteralmente “incrociare un libro”) ed è diventato talmente importante da meritare una voce nel dizionario Concise Oxford English:

bookcrossing: n., the practice of leaving a book in a public place to be picked up and read by others, who then do likewise.
(la pratica di lasciare un libro in un luogo pubblico per essere raccolto e letto da altri, che poi fanno allo stesso modo)

La filosofia che sta alla base del BookCrossing è che se ami un libro, lo vuoi condividere con altri. Non c’è niente che lega di più le persone che partecipare alle stesse passioni, provare le stesse emozioni. Così il BookCrossing riesce a connettere i lettori con le stesse parole dei loro romanzi preferiti.
Ci sono molte iniziative locali in ogni paese per il libero scambio di libri, ma quando si parla di BookCrossing il riferimento è al sito web ufficiale, nato nel 2001 in America, BookCrossing.com
Attualmente risultano registrati 1.653.701 BookCrosser e 11.656.278 libri che viaggiano in ben 132 paesi.
Come andare a caccia di tutti questi libri?

 

BookCrossing read and release