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Quando arrivi a pagina 90 del tuo testo, e Federico è diventato prima Filippo e poi Fabio (ma è lo stesso personaggio), e stai rischiando il tunnel carpale a furia di scorrere in su e in giù la rotellina del mouse per saltare i vari capitoli, oltre a consumare la Foresta Amazzonica per stampare le continue revisioni ed avere un quadro istantaneo dell’insieme, beh, ti rendi conto che ci dev’essere per forza un modo migliore di scrivere!
Qualcosa che ti consenta di tenere il lavoro ordinato, perchè la scrittura è sì creativa, ma la storia richiede una struttura pianificata per essere plausibile e per tenere il lettore incollato.

Qualcuno si è organizzato ad utilizzare file di wordprocessor (Microsoft Word o Writer di OpenOffice) per i singoli capitoli e poi vari fogli di calcolo (Microsoft Excel o Calc di OpenOffice) per riepilogare scene, sequenze, luoghi e protagonisti. Ma la confusione è poi la stessa, sparsa per il computer.
Possibile che non ci sia un software adeguato alle esigenze di un povero scribacchino?

Dopo alcune valutazioni, e volendo sperimentare un programma gratuito prima di investirci qualcosa, la mia soluzione attualmente è yWriter, alla nuova versione 6. Soprattutto perchè il suo creatore Simon Haynes è uno sviluppatore informatico che ha ceduto alla Forza della scrittura (mi ricorda qualcuno…)

 

Introduzione a yWriter6

yWriter è un programma di videoscrittura avanzato studiato appositamente per narratori. Simon Haynes infatti ha vinto ben 6 volte il NaNoWriMo (NAtional NOvember WRIting MOnth) con la sua serie di fantascienza Hal Spacejock. Basandosi proprio sull’esigenza specifica della narrazione, il software suddivide il lavoro in capitoli e scene, dove la singola scena è l’unità minima su cui lavorare.

Attorno a questa configurazione di base, via via sono stati aggiunti tutti gli elementi di cui lo scrittore ha necessità: riepiloghi, obiettivi, conflitti, esiti, punti di vista, marcatori di trama/sottotrama, marcatori di stato, note e appunti per ogni scheda, reportistica. Anche se all’apparenza può sembrare scarno e forse esteticamente spartano, nasconde un cuore davvero potente.

Caratteristiche principali:

  • Organizza la tua storia utilizzando un unico progetto, in una cartella dedicata (più storie, più progetti, distinte cartelle)
  • Aggiungi, sposta, elimina capitoli al progetto (anche drag-and-drop)
  • Aggiungi, sposta, elimina scene, personaggi, oggetti e luoghi (anche drag-and-drop)
  • Visualizza il conteggio parole per ogni file del progetto, oltre al totale
  • Salva uno storico ogni giorno, mostranto parole per file e totali
  • Salva un backup automatico a specifici intervalli indicati
  • Vari sistemi di backup anche simultanei (FTP, email, cloud)
  • Consente più scene all’interno dei capitoli
  • Panoramica personaggi, obiettivi, conflitti ed altri risultati per ogni scena
  • Storyboard, un layout visivo del vostro lavoro
  • Numerazione automatica dei capitoli ad ogni modifica
  • Generazione automatica di vari report, compresa la sinossi
  • Esportazione del testo finale in diversi formati standard: HTML, Text, RTF, LaTex, eBook

E molto altro.

yWriter è installabile su sistemi Windows (yWriter5 fino a Win 7, yWriter6 anche su Win 10) e su sistemi Linux e Mac OS X tramite le librerie Mono.
E’ possibile utilizzare il pacchetto anche da chiavetta usb, senza installarlo, particolarmente utile se siete in computer altrui (ma ricordatevi il backup!)
Tutte le istruzioni sono sul sito alla sezione download.

Da quest’anno è stato notevolmente esteso il supporto all’utilizzo, per cui oltre al sito ufficiale di Spacejock Software sono disponibili:

  • una pagina Facebook dedicata: YWriter
  • una guida online in formato wiki: yWriter Wiki
  • un gruppo Google di supporto, dove potete chiedere aiuto e scambiare consigli: yWriter

Nota: questa versione è compatibile totalmente con la precedente yWriter5, per cui non occorre l’importazione dei vecchi file .yw5, si aprono direttamente con Apri Progetto (questo era proprio il mio caso).

 

Installazione

Dopo aver scaricato il pacchetto dal sito, procediamo all’installazione. E’ molto semplice e basta confermare quanto proposto nelle schermate di default.

yWriter6 - Installazione1

yWriter6 - Installazione2

yWriter6 - Installazione3

yWriter6 - Installazione4

 

yWriter6 - Installazione5

 

Al termine, troverete nel desktop l’icona del programma.

yWriter6 - Desktop Icon

Se lo fate partire, yWriter6 riconosce che si tratta del primo avvio e vi suggerisce di partire con un progetto wizard (che vedremo sotto). Inoltre vi chiede di abilitare la ricerca automatica di nuove versioni (raccomandato).

yWriter6 - Installazione6

yWriter6 - Installazione7

 

yWriter6 dispone di parecchie traduzioni in lingua, compreso l’Italiano. Per cambiare la lingua dell’interfaccia occorre selezionare Localise > Choose Language > Italiano (ce ne sono due, ma non ho trovato differenze):

yWriter6 - Installazione8

Sempre a portata di mano, al menù Aiuto ci sono le guide ed il supporto online, compresi i siti che vi ho citato sopra:

yWriter6 - New1

 

Wizard Nuovo progetto

Così come suggerito da yWriter6, partiamo con un progetto wizard dal menù Progetto > Creazione guidata nuovo progetto.

yWriter6 - Wizard1

 

yWriter6 - Wizard2

Ci viene chiesto il titolo del nostro romanzo, il nome dell’autore, la cartella principale dove saranno salvati tutti i file (compresi i backup automatici). Potete crearne una al volo tramite il bottone […] sotto.

yWriter6 - Wizard3

yWriter6 - Wizard4
yWriter6 - Wizard5

yWriter6 - Wizard6

Al termine yWriter6 ci consiglia di inserire la struttura base di capitoli e scene.

yWriter6 - Wizard7

 

Aggiunta capitoli e scene

Per aggiungere nuovi capitoli, accedere al menù Capitolo > Crea Capitoli. Viene chiesto quanti capitoli aggiungere (si possono sempre eliminare o aggiungere in seguito).

yWriter6 - New4

 

yWriter6 - New5

Al termine, possiamo posizionarci sul primo capitolo, selezionandolo dall’elenco a sinistra ed aggiungere su questo le sue scene dal menù Scene > Crea scene multiple. Anche qui ci viene chiesto quante scene aggiungere.

yWriter6 - New7

 

yWriter6 - New8

Facendo doppio click sulla riga della scena nell’elenco centrale, si apre l’editor di testo e potete iniziare a scrivere. Il testo comparirà poi nella sezione Contenuto in basso.

yWriter6 - New9

 

Backup del progetto

Il progetto del nostro libro si trova nella cartella che abbiamo scelto con la creazione guidata. Salvare periodicamente questa, significa già mettere al sicuro tutto il nostro lavoro.

yWriter6 - Folder

Al suo interno troviamo varie sottocartelle: in quella di Autobackups finiscono i backup automatici del programma stesso, da dove è possibile recuperare versioni obsolete. Questi si configurano dal menù Strumenti > Copia di sicurezza > Copia di sicurezza automatica dell’intero progetto.

yWriter6 - Backup1

 

yWriter6 - Backup2

Oltre ai salvataggi automatici, possiamo configurare diverse tipologia di backup in altre posizioni, esterne al computer, tramite:

  • caricamento via FTP
  • invio in email
  • alternative folder (ovvero su cloud tramite DropBox)

Per il caricamento via FTP, basta aggiungere i dati di collegamento per il nuovo Site, dal menù Strumenti > Copia di sicurezza > Configura sito FTP.

yWriter6 - Backup3

Per l’invio del file Zip di progetto in email, vanno inseriti prima i dati del server SMTP della vostra mail al menù Strumenti > Copia di sicurezza > Configure SMTP server e poi l’indirizzo email al menù Strumenti > Copia di sicurezza > Configure Recipient Email:

yWriter6 - Backup4

 

yWriter6 - Backup5

Impostando come Alternative Backup Folder la cartella condivisa di DropBox del vostro computer, ad ogni chiusura di yWriter il backup sarà inviato lì in automatico.

yWriter6 - Backup7

 

Nella prossima puntata…

Fin qui vi ho portato a poter già scrivere tramite yWriter, ma vedremo nella prossima puntata in dettaglio la gestione di Capitoli e Scene (che nel frattempo mi costringerò a studiare per bene). Che ve ne pare intanto? Vi sentite pronti a passare di livello?

 

Segui il corso!

E se vi siete persi gli altri articoli del corso, trovate l’elenco completo qui: Corso gratuito di yWriter6 in italiano

Qualche giorno fa Umberto Eco ha lasciato questo mondo di imbecilli (come lui soleva definire in particolare il web).
Leggendo le varie note biografiche che tutti i quotidiani hanno riportato, mi ha stupito scoprire che Il nome della rosa, il suo romanzo più conosciuto e tradotto in tutto il mondo (quindici milioni di copie signori!), in realtà non fosse tra i suoi prediletti, anzi lo odiava proprio. Perchè ovviamente riteneva i libri successivi tecnicamente migliori, ma a volte è bene scrivere più col cuore che col metodo.

Oltre che romanziere, saggista, filosofo, brillante docente universitario, semiologo (studioso dei segni del linguaggio verbale), era anche un ironico editorialista, che sapeva trovare una visione diversa dei fatti della nostra società. Una di queste rubriche era La bustina di Minerva), pubblicata dal 1985 sull’ultima pagina dell’Espresso e poi raccolta in vari libri (Diario minimo, Il Secondo Diario Minimo, La bustina di Minerva e Pape Satàn aleppe di prossima uscita).

In una di queste “bustine” aveva scritto le 40 regole per scrivere bene in italiano, dalla grammatica alla struttura, in una stesura beffarda dove ogni singola regola contraddice se stessa. Ma non erano completamente sue.

 

La lista prima di Eco

Questo elenco girava per email, condivido e ricondiviso tra giornalisti e aspiranti scrittori, e probabilmente all’epoca Google era solo un cucciolo, non certo il segugio straordinario che è ora.
L’originale è addirittura del 1979 ed appartiene al giornalista William Safire del New York Times, che scrisse le sue “Fumblerules of Grammar” (letteralmente regole perse della grammatica, dove fumble è la perdita del pallone nel football americano) nella sua rubrica “On Language”. Alle prime 36 regole, se ne aggiunsero altre 18 nel suo libro “Fumblerules: A Lighthearted Guide to Grammar and Good Usage”.

Umberto Eco rivide quel testo, producendone una versione più comprensibile per la nostra lingua. Sebbene per qualcuno siano scontate, io le ripasso sempre volentieri.

 

Le 40 regole per scrivere bene

Ho trovato in internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
L’allitterazione è una figura retorica (ndr. accorgimento tecnico del discorso) per cui la ripetizione di una lettera o sillaba in parole successive genera omofonia (suonano simili, seppur diverse). In questo caso, la successione è tra “allit-“, “allet-” e “alloc-“. Nella poesia è ricercata per finalità stilistiche (la classica rima), nel marketing è un ottimo metodo mnemonico (slogan pubblicitari), nella scrittura creativa diventa il male assoluto. Recentemente ho scritto “…dalla Moglie Perfetta che sicuramente l’aspetta. Parla in fretta…” Purtroppo capita di accorgersene alla decima revisione.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
Qui il congiuntivo è volutamente sbagliato. “Che lo si usI quando necessario”, mentre “si usA” è indicativo presente. Il congiuntivo è quella brutta bestia che anche i nostri esimi politici sbagliano di continuo e che la maestra ci faceva iniziare col “che”: che io fossi, che tu fossi, che egli fosse.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
Una rondine non fa primavera. Non ci sono più le mezze stagioni. Si stava meglio quando si stava peggio. E tutte gli altri modi di dire e locuzioni di uso comune che possono anche passare in un dialogo tra personaggi, ma non sono il massimo della creatività nel resto del testo.

4. Esprimiti siccome ti nutri.
O semplicemente “parla come magni”. Punto oscuro: intendeva dire di evitare l’ostentazione di un lessico ricercato che non ci appartiene?

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
A meno ché non siate in ufficio e la vostra sia corrispondenza tecnica. Personalmente evito di usarli anche negli sms telefonici, adesso che non sono più limitati a 160 caratteri. Non sono più trendy. Oramai se vuoi essere cool e distinguerti dalla massa, scrivi in Italiano corretto! 🙂

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
Le parentesi sono di tre tipi: tonde, quadre e graffe. Le graffe sono ad uso esclusivo delle materie scientifico-tecniche. Le quadre a volte vengono utilizzate in sostituzione delle tonde, a seconda della convenzione stilistica utilizzata. In generale, le parentesi in un testo servono per racchiudere un’informazione che sta su un piano diverso rispetto al discorso principale: una data storica, la spiegazione di un riferimento, una nota dell’autore/redattore (ndr. come ho utilizzato sopra al primo punto). Difficile trovarle in un racconto.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
I punti di sospensione sono sempre e solo 3. Tranne quando siete particolarmente incavolati e sui social vi scappa un rafforzativo del tipo: ………………!!! Ma solo lì potete prendervi questa licenza poetica.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
Le virgolette servono per contraddistinguere un’espressione all’interno di una frase, per la sua natura gergale, tecnica, figurativa o ironica, per racchiudere una citazione o il titolo di un altro testo o per incorniciare un discorso diretto di un dialogo. Qui si riferisce al primo utilizzo, quando si vuole evidenziare il particolare utilizzo di una parola.

9. Non generalizzare mai.
Non avremmo nulla di cui scrivere, altrimenti.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
E poco sopra ho scritto “trendy” e “cool”. Diciamo che dipende dal contesto, anche se vanno evitate.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
Le citazioni sono come le amiche, poche ma buone.

12. I paragoni sono come le frasi fatte.
Ovvero la “minestra riscaldata” del punto 3. La scorsa estate ho letto un romanzo appena uscito dove l’autrice utilizzava continui paragoni a film classici e piuttosto famosi, da Via col vento a Ufficiale e gentiluomo, per descrivere gli atteggiamenti dei personaggi. Per me il riferimento era immediato, per lei anche troppo facile da scrivere, ma passata la mia generazione, cosa rimarrà di quel libro?

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
Se siamo costretti a ripetere un concetto, è perché la nostra comunicazione non è adeguata al pubblico che abbiamo di fronte. (Non sono io che non capisco, sei tu che non ti spieghi!)

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
E dato che il mondo è pieno di stronzi, anche i romanzi lo sono.

15. Sii sempre più o meno specifico.
E se non lo siete, vi toccherà essere ridondanti.

16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
L’iperbole è una figura retorica (come l’allitterazione del punto 1) che consiste nell’esagerazione della realtà, per eccesso o per difetto. Ad esempio: “E’ un secolo che non ti vedo!”; “Il prezzo del petrolio è salito alle stelle.”; “Facciamo quattro passi?”; “Mi hai spezzato il cuore!” Rischiamo però di cadere nelle frasi fatte del punto 3.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
Obbedisco!

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
Credo valga per le metafore quanto detto per i paragoni al punto 12. La metafora è una figura retorica dove viene sostituito un termine proprio con uno figurato, in seguito a una trasposizione simbolica di immagini. Le parole come “piume sulle scaglie di un serpente”.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.
Capite bene che c’è un’enorme differenza dal scrivere “Vado a mangiare, nonna” a “Vado a mangiare nonna”. Salvate la nonna, per carità! 😀

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
Ammetto che l’uso del punto e virgola non è semplice. L’Accademia della Crusca spiega: il punto e virgola (punto acuto, punto coma) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale; i due punti (punto addoppiato, doppio, piccolo) avvertono che ciò che segue chiarisce, dimostra o illustra quanto è stato detto prima.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
Ringrazio Eco per questa citazione (ma non erano proibite? Punto 11) direttamente dal dialetto veneto. Letteralmente significa: peggio la toppa del buco.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
Il cigno canta, il treno deraglia, ma soprattutto è l’asino che raglia (con voce sgraziata). Un’allitterazione mentale che ci frega.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
La domanda retorica è una figura retorica che consiste nel formulare una domanda la cui risposta è ovvia, non è una vera richiesta di informazione, quanto la richiesta di una conferma che è implicita nella domanda stessa.
Nella voce del subconscio ci facciamo continuamente domande retoriche, di cui conosciamo, ma non vogliamo ammettere, le risposte. Non sei d’accordo?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
Siate brevi, ma non troppo (punto 17).

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
Sugli accenti ci sono un po’ (apostrofo, non accento!) da dire. L’Accademia della Crusca ha preparato un comodo vademecum.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
Quando si mette l’apostrofo è perché si taglia la A di UNA, ma nel maschile esiste UN senza la O. La lingua italiana è un po’ maschilista…

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
Ha ragione!!!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
(No, io non ho niente a che vedere con i barbarismi, giuro!) In inglese, il plurale si ottiene aggiungendo una S finale. Quindi FAN diventa FANS. Ma questa, come altre parole, è oramai utilizzata nella lingua corrente italiana senza aggiungervi la S.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
Baudelaire, Roosevelt e Nietzsche. Se non siete sicuri, cercateli in Google che ve li corregge in automatico.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
Il Cinque Maggio è un’ode scritta da Alessandro Manzoni, appunto il maggior scrittore lombardo del XIX secolo. Le perifrasi sono giri di parole per esprimere meglio un concetto o per evitare di esprimerlo direttamente.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
Captatio benevolentiae significa catturare la benevolenza o accattivarsi la simpatia.

32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
(Correttore ortografico automatico. Ssssh, io non ho detto niente.)

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
La preterizione è un’altra figura retorica con cui si finge di omettere quanto in realtà si sta mettendo in risalto. Sono espressioni tipiche del discorso comune: “Non ti dico cosa mi è successo…”; “Per non parlare di quel che ha detto!”

34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
L’andare a capo, ovvero delineare un paragrafo, serve per introdurre un nuovo pensiero, una scena differente, un punto di vista diverso, un dialogo di un altro personaggio. Serve per facilitare la lettura e la comprensione.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
Il plurale majestatis (letteralmente, plurale di maestà) si ha quando chi scrive o parla si riferisce a se stesso usando il plurale. E’ utilizzato da sovrani e papi, anche se in disuso ai nostri tempi. Rimane in ambito universitario per atti ufficiali emanati dal Rettore.

E qui chiedo venia. Capita che in webnauta io utilizzi il plurale, ma non è un plurale majestatis: mi riferisco infatti ai collaboratori che mi danno un aiuto nella conduzione di questo blog-veliero, dal Nostromo in sala macchine, al Primo ufficiale di coperta, dal commissario addetto alla bussola seo al sottufficiale dei social. Un comandante non vale niente senza la sua ciurma.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
La parola PERCHE’ spiega la causa, il motivo di un evento; la parola PERCIO’ spiega la conseguenza, l’effetto, ciò che è accaduto dopo l’evento.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
L’ora è tarda e questa mi sfugge…

38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
Sostanzialmente, non usate parole che il vostro pubblico non può comprendere. Sembra una ripetizione del punto 4. Ma non dovrebbe esserci ridondanza proprio per il punto 13. Repetita iuvant? (ndr. le cose ripetute aiutano)

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
Non siate ripetitivi (punto 13) e neppure usate frasi di una sola parola (punto 17).
Soprattutto, non confondete prolisso con prolasso… 😀

40. Una frase compiuta deve avere.
Un senso.

 

E la 41esima regola?

Secondo me, la 41esima regola è nascosta nella stessa modalità in cui ha scritto questo elenco. In ogni punto, ha contraddetto esattamente ciò che stava enunciando. Perché solo chi conosce le regole, può infrangerle e creare qualcosa di nuovo, e unico.
O forse è solo la mia anima pirata che mi fa intravedere un’altra via?

 

La scorsa settimana Google ha ricordato l’anniversario di nascita di Dmitri Mendeleev, il chimico russo inventore della famosa Tavola Periodica degli Elementi, con cui tutti più o meno ci siamo scontrati a scuola. La sua idea fu di raggruppare in uno schema tabellare semplice tutti gli elementi presenti in natura in base al loro peso atomico relativo.
Alcune caselle le aveva pure lasciate vuote, certo che ne sarebbero stati scoperti degli altri (ed ha avuto ragione).

Mi è tornato così in mente di aver intravisto, segnalata dalla scrittrice statunitense Diana Gabaldon, questa fantastica “The Periodic Table of Storytelling” come il link migliore che avesse visto quella settimana. Questa tavola infatti contiene tutti gli elementi, essenziali o meno, che possono essere mischiati per comporre una storia.

I riferimenti sono tutti in inglese, con alcuni termini legati ai loro modi di dire o allo slang televisivo americano (la sua origine è il piccolo schermo).
Ne ho cercato una versione in Italiano, ma non l’ho trovata. Ho scritto così al suo autore, chiedendo il consenso di tradurla, e lui gentilissimo mi ha girato direttamente il codice sorgente come partenza. Eccone quindi l’edizione in lingua italiana.

Alcune traduzioni sono letterali, perché già si capisce il contesto; per altre abbiamo preferito fornire una descrizione estesa dettagliata. Tra parentesi abbiamo indicato talvolta la provenienza (film, libro, autore) dell’indicazione.

 

La Tavola Periodica della Narrazione

Tavola Periodica dello Storytelling in italianoCliccate nell’immagine per aprirla estesa
(visualizzazione consigliata su computer desktop)

Il designer James R. Harris ha progettato questa tabella coloratissima raccogliendo insieme tutti i trucchi e le componenti della narrazione, che possono essere facilmente riconosciuti in qualsiasi trama.
Se leggete “Ind” come Archeologo Avventuriero è chiaro che il vostro pensiero va a Indiana Jones. “Cap” per Capitano non può altri che essere il Capitano Kirk di Star Trek.
Le fiabe sono piene di “Ws” o Matrigna Cattiva! L’Impero o “Emp” rievoca Star Wars, ma in realtà quante sono le storie dove il protagonista deve affrontare la tirannia di un sistema ingiusto e oppressivo? (C’è da preoccuparsi che l’area dei Cattivi è più vasta dell’area degli Eroi?)

Ognuno di voi ricorderà un romanzo dove c’era una “Cal” Chiamata all’avventura o un racconto che non descrivesse tutta la drammaticità di un “Hj” Viaggio dell’eroe.
In molte narrazioni poi si distinguono una “Re” Rivelazione o un “Clx” Climax (che qui abbiamo tradotto in Culmine, per i non addetti ai lavori), dove si raggiunge l’apice dell’aspettativa della storia.
Non è detto che tutte abbiano un “End” Finale, esistono anche quelle dette a “finale aperto” dove è lasciato astutamente al lettore il compito di disegnare l’epilogo che preferisce.

Questa tavola dispone in modo ordinato tutti i tropi che sono utilizzati in film, sceneggiati, serie tv, opere teatrali e libri.

 

Ma che cos’è un Tropo?

tropo

/trò·po/
sostantivo maschile

  1. In linguistica, figura semantica o di significato per cui una espressione dal suo contenuto originario viene ‘diretta’ o ‘deviata’ a rivestire un altro contenuto.
  2. Tra i t. (generalmente distinti dalle figure di parola e di pensiero: figura) vengono classificati fenomeni come la metafora, la metonimia, la sineddoche e altri su cui i trattatisti non sono unanimi: ironia, litote, iperbole, antonomasia ecc.

Alcuni di questi tropi indicati in tabella non sono facilmente riscontrabili in un classico corso di scrittura creativa. Il progetto nasce infatti dall’enciclopedia wiki di TV Tropes , dove sono raccolti gli espedienti e le convenzioni più strani della televisione, per poi allargarsi negli anni a tutta la narrazione in generale, fumetti compresi.
Nella tavola Harris ha indicato solo i più utilizzati, dando loro un peso “atomico” calcolato sulla popolarità della relativa pagina all’interno del sito.
Cliccando su ogni cella, sarete reindirizzati automaticamente alla pagina di spiegazione dettagliata del tropo (in inglese, ma lì potete attivare la traduzione in italiano dal browser).

La tavola è di difficile visualizzazione su smartphone e tablet con uno schermo piccolo, non è ovviamente possibile renderla responsive, dunque vi consiglio di utilizzarla dal vostro computer di casa. Altrimenti potete scaricare la tavola in formato pdf, pronta per essere stampata su un foglio A3 da questo link: La Tavola Periodica della Narrazione.pdf

Su DeviantArt potete ordinare una stampa professionale della tavola in inglese. Il ricavato della vendita serve a finanziare proprio il mantenimento dei server di TV Tropes.

 

Blocchi della tavola periodica

Con la diversa colorazione degli elementi, potete distinguere le diverse aree della tavola:

  • Struttura: i blocchi portanti di una storia
  • Ambienti, leggi e trame: motivazioni per cui si sviluppa il racconto
  • Modificatori della narrazione: fasi che cambiano il corso della narrazione
  • Espedienti di trama: come incuriosire il pubblico
  • Eroi
  • Modificatori dei personaggi: interventi nell’evoluzione dei personaggi
  • Archetipi: i cliche più noti dei personaggi
  • Cattivi
  • Metatropi: espedienti utilizzati nell’esposizione della trama
  • Produzione: scelte del produttore/creatore/narratore
  • Fandom e pubblico: accoglienza del pubblico e dalla comunità fan

 

Molecole

Harris ha anche indicato come comporre i singoli elementi per ottenere la molecola di ogni singola storia. Come esempio, ci ha fornito le molecole di alcuni film conosciuti. Ve ne riporto tre di famosi

Star Wars

Dra (Il drago, penultima sfida, con Dart Fener) + Neo (Il prescelto) + Fai (Mi hai deluso) + Emp (L’Impero) + C (Conflitto) + 5ma (Banda di 5 uomini)

Molecola Star Wars

Wall-E

Ae (Esopo, morale) + Mcg (MacGuffin, elemento essenziale, cioè la piantina!) + Ag (Ragazza d’azione, Eve) + Rar (Arco romantico) + Wb (Sfigato, Wall-e) + Rcy (Riciclato nello spazio)

Molecola Wall-E

Ghostbusters

5ma (Banda di 5 uomini) + Mad (Scienziato pazzo, Egon Spengler) + Iac (Male sigillato in un barattolo, dev’essere il 2) + Hil (Derivazioni comiche)

Molecola Ghostbusters

Riuscite a riconoscere gli elementi del vostro film preferito?

 

Calcolate la vostra molecola!

Se state scrivendo qualcosa, provate a calcolare la vostra molecola!
Siete sicuri che non vi manchi un elemento? Anche solo un pizzico?

 

Avevo in mente questo post ancora prima di avere in mente lo sviluppo del blog…

 

Nel 1999 il giornale Le Monde pubblica una lista di 100 libri del secolo votati con un sondaggio da 17000 francesi che risposero alla domanda “Quali libri sono rimasti nella vostra memoria?” L’elenco di titoli comprende grandi romanzi, poesia, teatro e pure fumetti (Asterix il gallico, molto patriottico per loro).

Uscendo dai confini della Francia, nel 2002 l’associazione De norske Bokklubbene (Club norvegese del libro) stilò la lista dei 100 libri migliori di tutti i tempi, così come venne proposta da 100 scrittori di 54 paesi diversi. Rispetto all’elenco di Le Monde, questo inventario non è limitato al solo ventesimo secolo. I libri sono considerati tutti sullo stesso piano, tranne il Don Chisciotte, che è stato definito come “la più grande opera letteraria mai scritta”.

Redigere una classifica dei libri che hanno segnato i nostri ricordi non è poi così nuova: nel 1952 anche Henry Miller pubblicò il saggio I libri nella mia vita, dove tracciò la storia della sua vita raccontando di libri come di esperienza vitale, pur ammettendo di aver letto indubbiamente “almeno cento volte di più di quanto avrei dovuto leggere per il mio bene”.
Non ho molto in comune con la sua esperienza di lettura, ma di sicuro condivido questo suo pensiero:

“…per quanto riguarda i libri, così come gli amici, gli amanti, le avventure e le scoperte, tutto è mescolato inestricabilmente. Il desiderio di leggere un libro è spesso provocato dai fatti più inaspettati. Tanto per cominciare, tutte le cose che capitano a una persona sono strettamente legate tra loro. E i libri che decide di leggere non fanno eccezione. […] Con tutte le migliaia di titoli che capitano sottomano fin dai primi anni di vita, come mai un individuo si dirige verso certi autori e un altro verso altri? I libri che un uomo legge sono determinati dal tipo di uomo che egli è.”

Ed è proprio agganciandosi ad Henry Miller che Ivano Landi, nel suo articolo Henry Miller e me ha invitato gli altri blogger a partecipare ad un meme sull’autobiobibliografia ancora lo scorso settembre.
A parte questo meme, molti altri blog che trattano di lettura (o scrittura) hanno via via negli anni pubblicato la propria lista di 100 libri che hanno influenzato la propria vita. Anche sui social per un certo periodo (ed a volte ritorna) circolava una lunga lista di titoli ed ognuno la ricondivideva apponendovi il proprio “celo manca”.
Quindi, chi sono io per esimermi dal pubblicare la mia lista? Ora che il blog c’è, non ho più scuse!

 

I miei criteri

Non è stato facile redigere questo elenco. E non pensavo nemmeno che sarei arrivata al fatidico 100.
Però dovendo selezionare i testi che hanno cambiato la mia esistenza, non ho inserito solo quelli ben scritti, annoverati tra i classici, magari anche inseriti nei libri del secolo. Ci sono anche bestseller “banali”, romanzi prettamente commerciali, “di massa”. Perchè in qualche modo mi hanno insegnato qualcosa, nel bene e nel male.

Scrivendo i titoli, mi sono accorta che faccio maggior fatica a ricordare quelli della mia infanzia, forse perchè, proprio come dice Miller, le letture di quel periodo ci sono “calate” dall’alto dagli adulti, ancora non siamo in grado di scegliere la nostra via (o di lasciare che siano i libri a sceglierci, come invece succede più spesso nel mio caso).

La lista non è in ordine alfabetico e nemmeno in ordine d’importanza. Per quel che ricordo, è in un ordine quasi cronologico, con una distinzione per categorie (mi veniva un po’ stupido mettere titoli dello stesso autore sparsi nell’elenco) o per “effetti” che il libro ha avuto nella sottoscritta. Quello con cui ho un rapporto a dir poco feroce è “L’Innominato”, quella storia non mi è andata molto giù.

I tre libri che sono ufficialmente nel podio, che sono un pezzo distinto della mia anima, volente o nolente, non ve li dico. Purtroppo su questo devo lasciare un’aura di mistero, perchè è talmente intima quella scelta in una maniera che nemmeno io riesco a spiegare. Loro hanno davvero scelto me. Croce e delizia.

Molti classici li ho tolti, perchè pur essendo letture che comunque fanno parte del mio bagaglio, imprescindibili direi, non ho con loro un legame così stretto, e non perchè non appartengano alla mia epoca. Forse l’emozione che hanno suscitato non è qualcosa che porto con me.

Fino all’ultimo non sapevo se inserire la serie di Cinquanta sfumature. Il dibattito su questi libri è ancora talmente acceso, nuovamente dopo la messa in onda del film in televisione ieri sera. Però anche quella saga mi ha insegnato qualcosa di importantissimo. Primo: non è vero che non si legge più, non si leggono più libri “noiosi”, i libri divertenti si leggono ancora, eccome. I numeri di vendita e le cifre d’incasso parlano da soli. Secondo: vuoi scrivere un testo divertente e largamente condiviso, per il “popolo”, o vuoi scrivere un trattato di pura magnificenza letteraria idolatrato solo dalla critica? (non ho ancora la risposta) Terzo: l’Audi R8 è una gran macchina, ma questo già me l’aveva ampiamente dimostrato Tony Stark/Robert Downey Jr. 😀

Gli ultimi due titoli erano obbligatori.
La mia cultura musicale è nata con Dangerous.

 

I miei 100 libri

1. L. Frank Baum, Il mago di Oz
2. Cecilia V. Jamison, La piccola Lady Jane
3. Mary M. Dodge, Pattini d’argento
4. Alcott Louisa May, Piccole donne
5. Alcott Louisa May, Piccole donne crescono
6. Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie
7. Daniel Defoe, Robinson Crusoe
8. Astrid Lindgren, Vacanze all’isola dei gabbiani
9. Annamaria Ferretti, Obiettivo Ostrakon
10. Antoine De Saint-Exupery, Il Piccolo Principe

11. Agatha Christie, Dieci piccoli indiani (…e poi non rimase nessuno)
12. Agatha Christie, L’assassinio di Roger Ackroyd
13. Agatha Christie, Il segugio della morte
14. Agatha Christie, Avversario segreto (serie Tommy e Tuppence)

15. Richard Hooker, M.A.S.H.

16. Tracy Kidder, Progetto Aquila

17. Umberto Eco, Il nome della rosa

18. Peter Høeg, Il senso di Smilla per la neve

19. Principe Michele di Grecia, Sultana

20. Hermann Hesse, Siddharta
21. Buddha, I quattro pilastri della saggezza

22. Stendhal, Il Rosso e il Nero
23. Stendhal, La Certosa di Parma
24. D.H.Lawrence, L’amante di Lady Chatterley
25. D.H.Lawrence, Il serpente piumato
26. D.H.Lawrence, La vergine e lo zingaro
27. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal
28. Italo Svevo, La Coscienza di Zeno
29. Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio
30. Jane Austen, Emma
31. Jane Austen, Caterina / L’abbazia di Northanger
32. Baronessa Orczy, La primula rossa
33. Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta
34. Charlotte Brontë, Jane Eyre (Cime tempestose non mi ha lasciato nulla…)
35. Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo
36. Edith Wharton, L’età dell’innocenza
37. Colette, Claudine

38. Isabel Allende, Eva Luna
39. Isabel Allende, La casa degli spiriti
40. Isabel Allende, Paula
41. Isabel Allende, D’amore e ombra
42. Isabel Allende, Le avventure di Aquila e Giaguaro (La città delle bestie; Il regno del drago d’oro; La foresta dei pigmei)
43. Isabel Allende, Zorro L’inizio della leggenda

44. J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit
45. J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
46. C.S. Lewis, Le Cronache di Narnia

47. Dan Brown, Il Codice da Vinci
48. Dan Brown, Crypto
49. Dan Brown, Il simbolo perduto
50. Dan Brown, Inferno

51. Paulo Coelho, Undici minuti
52. Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce

53. Federico Moccia, Tre metri sopra il cielo (detto anche “L’Innominato”)
54. Helen Fielding, Il Diario di Bridget Jones

55. Vicki Myron, Io e Dewey

56. Lorenzo Amurri, Apnea

57. Oriana Fallaci, La rabbia e l’orgoglio
58. Oriana Fallaci, Un Uomo
59. Oriana Fallaci, Insciallah
60. Oriana Fallaci, Il mio cuore è più stanco della mia voce
61. Oriana Fallaci, Viaggio in America

62. Sophie Kinsella, La ragazza fantasma
63. Sophie Kinsella, Ho il tuo numero
64. Madeleine Wickham, Vacanze in villa (tema del tradimento)
65. Madeleine Wickham, Una ragazza da sposare (tema dell’omosessualità)

Stephenie Meyer, Twilight saga:
66-69. Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking dawn
70. Stephenie Meyer, Midnight sun (Twilight nella voce di Edward, incompiuto)

E.L. James, Cinquanta sfumature saga
71-73. Cinquanta sfumature di grigio, di nero, di rosso
74. E.L. James, Grey (Cinquanta sfumature di grigio nella voce di Christian)

Diana Gabaldon, La straniera / Outlander / La saga di Claire Randall (lettura in corso)
75. Outlander (in Italia La straniera)
76-77. Dragonfly in Amber (in Italia L’Amuleto d’ambra + Il Ritorno)
78-79. Voyager (in Italia Il Cerchio di pietre + La Collina delle fate)
80-81. Drums of Autumn (in Italia Tamburi d’autunno + Passione oltre il tempo)
82-83. The Fiery Cross (in Italia La Croce di fuoco + Vessilli di Guerra)
84-85. A Breath of Snow and Ashes (in Italia Nevi Infuocate + Cannoni per la libertà)
86-87. An Echo in the Bone (in Italia Destini incrociati + Il prezzo della vittoria)
88-89. Written in My Own Heart’s Blood (in Italia Legami di Sangue + Prigioniero di Nessuno)

90. Raymond Carver, Il mestiere di scrivere
91. Charles M. Schulz, Guida di Snoopy alla vita dello scrittore

92. Robert Sutton, Il metodo antistronzi
93. Anthony Robbins, Unlimited Power (Come ottenere il meglio da se e dagli altri)
94. Anthony Robbins, Awaken the giant within (Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario)
95. Dan Millman, La via del guerriero di pace
96. Dan Millman, I viaggi di Socrate
97. Elizabeth Gilbert, Mangia Prega Ama
98. Elizabeth Gilbert, Giuro che non mi sposo

99. Michael Jackson, Moonwalk (autobiografia)
100. Michael Jackson, Dancing the dream (poesie e disegni)

 

Altre autobibliografie

 

Volete giocare al “celo manca” con questa lista? Oppure avete qualcosa da suggerirmi? Molti di questi testi sono “piombati” nella mia vita per suggerimento! A proposito: un saluto alle mie Sassenachs! 😉

Un computer sicuro è un computer spento.
Kevin Mitnick, “L’arte dell’inganno”

Il computer si, ma i dati?
Perchè anche se spento, è collegato alla rete elettrica.
Se pure avete staccato l’alimentatore dalla presa, se non usate il WiFi, vi siete dimenticati di togliere il cavo di rete.
E durante il temporale la scarica elettrica può arrivare anche da lì, passando per il router e la linea telefonica.
In un attimo l’hard disk interno è fottuto.
E con lui il vostro lavoro. Ore ed ore di scrittura e correzione, di bozze e revisioni, di fatica e smania sfumati all’improvviso.
Se poi avete lasciato collegato via usb anche l’hard disk esterno con l’unico backup, avete fatto Bingo!

La copia di sicurezza di tutti i nostri file informatici è un lavoro lungo, estenuante e tedioso. Ma necessario.
Ed occorre pianificare un’opportuna strategia di backup, per evitare di scoprire che, qualora avessimo davvero bisogno di un ripristino, la copia che faticosamente avevamo prodotto e mantenuta sincronizzata ogni giorno non è nemmeno utilizzabile.
Vediamo ad oggi che cosa ci offre il mercato e come scegliere lo strumento adatto alle nostre esigenze.

 

Pro e contro delle diverse tipologie

Backup per scrittori - usbstick
Pendrive usb

Lo so che utilizzate molto le chiavette usb. Anch’io ho un borsellino con dentro 6 chiavette di tutti i colori e fattezze possibili, compreso il dinosauro.
Ma non sono così affidabili come credete.
Non si graffiano come un cd/dvd e generalmente le celle di memoria hanno una durata elevata, intesa come cicli di lettura e scrittura.
Però non c’è possibilità di recupero dei dati in caso di guasto. I prodotti economici, quelli più stravaganti, hanno una vita media di soli 5 anni.
Perciò salvateci temporaneamente solo ciò che potete perdere nell’immediato.

Pro: portatili, poco ingombranti, semplici nell’utilizzo.
Contro: prezzo in gigabyte più elevato rispetto un hard disk, vulnerabili a furto o distruzione fisica, piccola quantità di spazio.

Backup per scrittori - harddisk
Hard disk esterno

E’ la migliore combinazione tra capacità e prezzo e, pur basandosi su una tecnologia vecchia di decenni, sono ancora la scelta migliore.
I dati possono essere modificati senza i problemi di scrittura dei supporti cd/dvd, perchè è il disco stesso ad occuparsene.
Conservati adeguatamente possono superare i 10 anni di vita.
Le uniche cose che li danneggiano sono umidità, scariche elettriche e sollecitazioni meccaniche (la testina di lettura/scrittura può arrivare a graffiare i piatti interni in
rotazione). Quindi, utilizzate il disco solo ed esclusivamente per il backup (non condividete lo stesso disco per vedere film o ascoltare musica), scollegarlo appena terminata
la copia dei dati e riporlo in un luogo sicuro. MAI e dico MAI spostare l’hard disk mentre sta eseguendo scrittura/lettura!!

Pro: portatili, semplici nell’utilizzo, prezzi accessibili.
Contro: possono rompersi facilmente, vulnerabili al furto o alla distruzione fisica.

Backup per scrittori - cd/dvd
Supporti cd/dvd

La durata dipende strettamente dal produttore del disco, dalla qualità di fabbricazione e delle materie prime utilizzate.
Escludiamo subito i dischi ri-scrivibili, che offrono decisamente una minore garanzia: l’affidabilità si ha solo nella prima scrittura, le successive scritture sono
accompagnate da cancellazioni che alterano la qualità delle aree del disco.
Ovviamente vanno considerate anche la masterizzazione praticata dall’utente e la conservazione del supporto. La combinazione di un supporto di buona qualità ed un masterizzatore di ottima fattura, con l’incisione a velocità tra i 4X ed i 16X e l’archiviazione al buio in custodie rigide portano ad una vita di 15 anni.
Supporti più costosi, studiati per l’archiviazione, potrebbero durare fino a 100 anni (anche se nessun produttore poi lo garantisce per iscritto).
Prodotti di qualità inferiore e primo prezzo già dopo 5 anni possono diventare illeggibili.
Attenzione a scrivere un cd/dvd in più sessioni con masterizzatori differenti: a causa di incompatibilità dei protocolli, l’ultima sessione potrebbe invalidare le altre o il disco potrebbe non essere letto da masterizzatori diversi da quello che l’ha inciso.

Pro: prezzi economici, archiviazione espandibile comprando più dischi, backup sicuro se i dischi sono conservati adeguatamente.
Contro: un disco può essere scritto una volta sola, non permettono di modificare la copia di file modificati.

Backup per scrittori - nas
NAS

Il NAS (acronimo di Network Attached Storage) è un hard disk esterno che ha però connessione di rete in cavo e wifi.
Quindi è sempre acceso e sempre disponibile. I computer lo vedono come un’unità esterna collegata in rete.
A differenza di un hard disk esterno, in genere i NAS hanno un piccolo sistema operativo consultabile come un sito dal vostro browser e sono completamente indipendenti.
Sono utilizzati per il backup di più computer ad orario pianificato, per la condivisione di file in locale, per riprodurre film e musica in streaming; possono gestire in autonomia file torrent, caricamenti nei servizi cloud e gestire spazio ftp/web in internet.
Come l’hard disk esterno, anche il NAS è vulnerabile alla rottura dei suoi dischi: ecco perchè in genere i dischi sono raggruppati in catene RAID (tecnologia per cui, gli altri dischi sono copia sincronizzata del principale; se si rompe un disco, interviene automaticamente in risposta il successivo). I NAS più piccoli ad uso domestico montano a bordo due hard disk di pari dimensione, ma da fuori sono visibili come uno solo.

Attenzione: il sistema RAID non è un sistema di backup, salvaguardia la rottura del disco ma non la cancellazione di un file, perchè sono continuamente sincronizzati!

Pro: backup automatico e veloce, accesso ai dati via internet da qualsiasi luogo.
Contro: prezzo elevato, richiede un luogo fresco e sicuro in cui tenere il case con i dischi al suo interno.

Backup per scrittori - cloud
Spazio sul Cloud

Negli ultimi anni la nuvola ha fatto passi da gigante. Così nel Cloud sono nati diversi servizi che offrono spazio di backup con tool appositi di sincronizzazione automatica.
La velocità, siccome si basa sulla connessione internet (diversa dalla connessione di una rete WiFi interna), non potrà mai essere abbastanza elevata.
Ed in effetti la connessione Internet è un collo di bottiglia che in Italia rende questa soluzione impraticabile in molte aree geografiche.
Se optate per questa opzione, per maggior protezione scegliete un servizio che invii i dati in forma cifrata ed una volta arrivati sui loro server siano anche crittografati.

Attenzione: la sincronizzazione automatica può essere un’arma a doppio taglio. Nella peggiore delle ipotesi infatti, se si danneggia il vostro disco residente, il servizio Cloud potrebbe interpretarlo come una cancellazione ed eliminare tutto anche sul suo spazio. Verificare bene le configurazioni del software client sul vostro pc!

Pro: backup automatico, accesso ai dati via internet da qualsiasi luogo, servizi gratuiti per piccole quantità di memoria.
Contro: indispensabile una connessione internet veloce e stabile, prezzi alti rispetto ad altre soluzioni, vulnerabili all’hacking.

Google Docs

Dato che abbiamo a che fare per lo più con testi scritti, potremmo pensare di utilizzare Google Docs per lavorare e salvare direttamente online il nostro lavoro.
Ma in questo caso i “Termini di servizio di Google” risultano alquanto sibillini.
Cito direttamente dal loro sito: http://www.google.com/intl/it/policies/terms/

I contenuti dell’utente nei nostri Servizi

Alcuni dei nostri Servizi consentono di caricare, trasmettere, memorizzare, inviare o ricevere contenuti. L’utente mantiene gli eventuali diritti di proprietà intellettuale detenuti su tali contenuti. In breve, ciò che appartiene all’utente resta di sua proprietà.

Quando l’utente carica, trasmette, memorizza, invia o riceve contenuti da o tramite i nostri Servizi, concede a Google (e ai partner con cui collaboriamo) una licenza globale per utilizzare, ospitare, memorizzare, riprodurre, modificare, creare opere derivate (come quelle derivanti da traduzioni, adattamenti o altre modifiche apportate in modo tale che i contenuti funzionino al meglio con i nostri Servizi), comunicare, pubblicare, eseguire pubblicamente, visualizzare pubblicamente e distribuire i suddetti contenuti. I diritti che concede con questa licenza riguardano lo scopo limitato di utilizzare, promuovere e migliorare i nostri Servizi e di svilupparne di nuovi. Questa licenza permane anche se l’utente smette di utilizzare i nostri Servizi (ad esempio nel caso di una scheda di attività commerciale aggiunta a Google Maps). Alcuni Servizi potrebbero offrire modalità di accesso e rimozione dei contenuti forniti a tale Servizio. Inoltre, in alcuni dei nostri Servizi sono presenti termini o impostazioni che restringono l’ambito del nostro utilizzo dei contenuti inviati a tali Servizi. È necessario assicurarsi di disporre dei diritti necessari per concederci questa licenza rispetto a qualsiasi contenuto inviato ai nostri Servizi.

A me queste ultime frasi puzzano parecchio.
Perciò Google Docs lo uso solo per condividere la lista della spesa o i link per le vacanze estive. Niente di mia proprietà intellettuale.

Quindi, visti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, quale scegliere per mettere al sicuro il nostro capitale letterario?
Tutti e nessuno. Perchè nessuna tipologia ci toglie completamente dai pasticci.
La strategia migliore è utilizzarli tutti insieme.

 

Frazionamento del rischio

Il concetto del frazionamento del rischio è una delle strategie d’investimento nei mercati finanziari mondiali.
Diminuiscono il rischio globale investendo il capitale in strumenti diversificati per orizzonte temporale, titoli in portafoglio, aree geografiche e potenziale di crescita.
Lo stesso va fatto per il backup, ovvero scegliere più tipi di supporto e più luoghi dove conservarli.
Backup multipli, completamente indipendenti l’uno dall’altro. E in posizioni fisiche diverse.

La chiavetta usb come copia veloce delle modifiche appena riportate. L’hard disk esterno usb per il backup più corposo, che assolutamente non vi sentite di rischiare. E non lasciate l’hard disk sopra la scrivania, vicino al computer anche se scollegato. Dovesse scoppiare un incendio, sareste ugualmente fregati.
Un servizio Cloud sincronizzato su un’unica cartella, dove inserirete una copia dell’ultima versione in giornata.
Un cd da conservare in un’altra stanza della casa, ben custodito, che non si sa mai.

No, non è catastrofismo. Prima o poi succede, credetemi.
Oggi un dvd non è stato letto dallo stesso masterizzatore che l’aveva prodotto circa 3 anni fa, recuperati i file con un altro, ma è stata fortuna sfacciata.
Un bel giorno, un hard disk interno apparentemente sano al check software con tutti i cluster a posto, seppur datato, ha ben deciso di non partire più. Non sono servite le imprecazioni funeste. Con un hard disk esterno in mano sono inciampata, per salvarmi il ginocchio l’ho appoggiato maldestramente sul tavolino e puff, illegibili 250 Gb in un colpo (era un “muletto”, conteneva solo copie).

 

In casi estremi…Gmail!

I file di testo non occupano mai tanto spazio, soprattutto se non contengono immagini come la narrativa (rispetto ad un manuale informatico che è zeppo di schermate). Per esempio, I promessi sposi di Alessandro Manzoni, file word di 793 pagine, occupa solo 700 Kb su disco.
Quindi, se siete di fretta, in partenza per le ferie, se proprio volete un’ulteriore opzione di sicurezza, potete usare Gmail.
Create un archivio Zip del file, protetto con password, e ve lo spedite alla vostra stessa casella email. Da me a me, esatto.
Siamo sempre all’interno dei servizi di Google, ma l’archivio dev’essere appunto protetto da password.
E quando tornate, cancellate la mail, sia in partenza che in arrivo e pure dal cestino.

In ogni caso: utilizzate password complesse, sempre!
Evitate per cortesia i pippo, pluto, paperino e socializzate con £, $, %, &, @, § e gli amici numeri in tutte le combinazioni possibili!

 

E voi fino ad oggi quali politiche di backup avete messo in atto? Vi sentite abbastanza al sicuro? Potete dormire sonni tranquilli?

 

Quante volte vi siete seduti davanti al vostro computer, con la ferma intezione di scrivere, salvare un’idea che da giorni e giorni vi ronza in testa, e poi in sequenza vi siete trovati a: rispondere a mail non davvero urgenti, controllare le notifiche dei social e farvi scappare un paio di MiPiace, +1 e cuoricini (addio stellina…), essere raggiunti dalle chat di Hangouts, Skype, Whatsapp ogni cinque secondi o comunque venire disturbati anche solo dalle finistre popup di aggiornamento dell’antivirus o del sistema operativo?
Spesso, sempre, troppe.
Esistono allora strumenti di free writing, la cui caratteristica principale è di isolare la scrittura da tutte le altre distrazioni possibili. (Beh, il cellulare ve lo dovete spegnere da voi!) Oggi ne vediamo due in particolare. Fermo restando che in questo momento sto scrivendo la bozza del post col banalissimo notepad/blocco appunti…

Noisli

http://www.noisli.com/

Noisli 1

Noisli è un generatore di rumore di fondo per lavorare o rilassarsi. Più un editor di testo per la scrittura senza distrazioni.
Nasce come startup di due designer italiani, Stefano Merlo e Sabine Staggi, ed ora viene utilizzata da più di 100.000 persone in tutto il mondo.
E’ molto semplice da usare: nella pagina principale avete i simboli dei suoni, da accendere o spegnere a piacere, in tutte le combinazioni desiderate.
Potete anche affidarvi ai set già pronti dai bottoni Random, Productivity e Relax.
Quando ne trovate uno particolarmente efficace, potete salvarlo tra i vostri Favorites, creando un vostro account.

Noisli 2

Il background cambia continuamente di colore, variando tutte le tonalità dell’arcobaleno. Se volete “fissare” lo sfondo corrente, basta cliccare su “Stop Bkg”. Per ritornare alla rotazione continua, basta cliccare su “Resume Bkg”.
Avete anche a disposizione un timer, se avete un altro impegno successivo o per massimizzare la vostra attività se seguite la “tecnica del pomodoro” (http://pomodorotechnique.com/).

Noisli 3

L’ultimo del menù di sinistra è proprio l’editor, che supporta anche la sintassi Markdown (cioè gli stessi tag utilizzati negli editor dei blog, come <h1></h1>, <h2></h2>,<p></p>, <em></em>, ecc). Il testo può essere salvato come file locale in formato .txt o direttamente in DropBox.

Noisli 4

Noisli 5

Noisli è disponibile in diverse modalità:

L’unico limite di Noisli è che richiede una connessione dati per funzionare.

Lo utilizzo personalmente sia dal sito web, che come Chrome extension (in questo caso, c’è solo il sonoro).

Noisli 6

 

OmmWriter

http://www.ommwriter.com/

OmmWriter 1

 

OmmWriter è un software di scrittura altamente minimalista: quando si attiva, oscura completamente il desktop, compresa la barra delle applicazioni.
E’ stato sviluppato da un’agenzia creativa spagnola, con sede a Barcellona, ed ha ottenuto ottimi riconoscimenti in ambito internazionale.
E’ disponibile per:

  • Mac OS X 10.5 o superiore
  • Windows XP SP2, Vista e 7 (per esperienza, se funziona su 7, un software va bene anche su 8/8.1)
  • iPad con iOS 3.2 o superiore

Una volta installato ed avviato, OmmWriter prende tutto lo schermo e vi appare al centro il foglio di scrittura, che può essere ridimensionato a vostro piacere trascinando il mouse.

OmmWriter 2

Spostandovi verso destra, compare il menù a icone. Qui potete cambiare il font del testo e la sua grandezza.

OmmWriter 3

Potete scegliere i diversi sfondi dell’editor, impostare le sinfonie rilassanti o il suono alla pressione dei tasti mentre scrivete.

OmmWriter 4

OmmWriter 5

La barra posta a destra dello schermo permette di scorrere il testo o di minimizzare/chiudere l’applicazione.
Spostandovi verso l’alto, scende il classico menù a tendina stile Windows (per questa versione), dove potete salvare il testo in formato proprietario .omm, come documento di testo .txt o esportare in pdf. Appena il mouse rimane fermo, rimane solo il foglio con il vostro testo. Nient’altro.

OmmWriter 6

 

OmmWriter è un software a pagamento ma per la versione Dana II, è stata attuata una particolare politica del prezzo: non ha un prezzo fisso, gli sviluppatori lasciano decidere al vostro utilizzo, con un minimo di 5,11 dollari.

La versione Dana I è invece scaricabile gratuitamente da: http://ommwriter.en.softonic.com/

La differenza tra le due versioni?
Dana I contiene 3 backgrounds (paesaggio innevato, sfondo bianco, grigio effetto tessile), 3 tracce audio rilassanti e 3 suoni tastiera; Dana II a pagamento si estende con 8 differenti backgrounds (potete provarli in anteprima nell’homepage del sito, con due sfondi speciali basati sulla cromoterapia), 7 tracce audio variegate e 7 diversi suoni tastiera.
Ho provato personalmente la versione “Dana I” su Windows XP (queste stesse schermate), che è sufficiente per verificare se il programma soddisfa le vostre esigenze prima dell’acquisto.

Prima di installarlo, potete guardare questo video esplicativo: https://vimeo.com/14791691

 

Provare per credere!

E voi quali strumenti utilizzare per isolarvi dal mondo esterno e scrivere senza alcuna distrazione? Avete utilizzato qualche altro software per il free writing? Qualcuno in particolare che vi sentite di consigliarci?

In questo post voglio raccogliere e condividere con voi tutti gli strumenti che utilizzo per scrivere. Sarà mantenuto aggiornato con i link degli articoli in cui si tratterà di alcune risorse nello specifico. Man mano che scopriremo nuovi strumenti, li inseriremo nella cassetta.

 

Penna e taccuino

Sembra scontato a dirsi, ma uno scribacchino necessariamente deve sempre portarseli appresso. Potete prendere appunti nel vostro smartphone/tablet, ma per anni ho girato con un palmare ed era sempre scarico quando serviva. Scrivere poi con un pennino non è comodo e la velocità della tastiera touchscreen lascia sfuggire l’ispirazione.
Lungi da me far pubblicità, ma mi trovo bene con i quaderni della serie Volant di Moleskine: copertina morbida, misura compatta (6,5 x 10,5 cm), disponibili bianchi, a righe o a quadretti, ogni foglio è staccabile e si infilano comodamente in ogni tasca. Per la penna il formato tascabile è un po’ più difficile. Volendo sono ottime le matitine dell’Ikea, quelle che si trovano all’entrata dell’esposizione, ma rimane il problema del temperino.

 

Dizionari

Spesso i dizionari li utilizzo indirettamente dalla ricerca di Google e scegliendo poi il link la cui anteprima sembra rispondere alle esigenze del momento. Questi però sono i siti di cui mi avvalgo maggiormente.

Dizionari di Italiano

Sapere di DeAgostini: http://www.sapere.it/sapere/dizionari.html
Vocabolario Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/

Grammatica

Virgilio Parole: http://parole.virgilio.it/parole/
Accademia della Crusca: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana

Sinonimi e contrari

Sinonimi-contrari: http://www.sinonimi-contrari.it/
Corriere della Sera: http://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari
Treccani: http://www.treccani.it/sinonimi/

Traduzioni in altre lingue

(solo per traduzioni di qualche parola o frase colloquiale; per interi testi è bene avvalersi di un traduttore professionista)
Google Translate: https://translate.google.it/?hl=it
oppure scrivendo “translate” nel campo di ricerca del browser Chrome
Word Reference: http://www.wordreference.com/

 

Letture d’ispirazione

Non solo guide e corsi, ma anche piccoli spunti narrativi e temi da approfondire. Perché è leggendo che scaturiscono le idee.
wikiHow per la scrittura: http://it.wikihow.com/Categoria:Scrittura
Il mestiere di scrivere: http://www.mestierediscrivere.com/
Writing Articles in Writer’s Digest (in lingua inglese): http://www.writersdigest.com/writing-articles

 

Free writing

Noisli

http://www.noisli.com/
Crea un ambiente sonoro controllato per la stimolazione della produttività o, al contrario, il rilassamento.
Contiene anche un editor di testo minimale, dove si possono utilizzare i benefici della cromoterapia fissando un colore adatto all’attività.
Il testo può essere salvato come file locale in formato .txt o direttamente in DropBox.
Disponibile online sul sito, come app per iOS e Android, come estensione per Google Chrome.
La recensione in questo post: Free writing, niente distrazioni alla scrittura

OmmWriter

http://www.ommwriter.com/
Software di scrittura altamente minimalista: quando si attiva, oscura completamente il desktop, compresa la barra delle applicazioni.
Si può scegliere il font del testo e la sua grandezza, lo sfondo dello schermo, le tracce musicali ed il suono della tastiera.
Il testo può essere salvato in formato proprietario .omm, come documento di testo .txt o esportare in pdf.
E’ un software a pagamento, ma non ha un prezzo fisso: gli sviluppatori lasciano decidere al vostro utilizzo, con un minimo di 5,11 dollari.
Disponibile per Mac OS X 10.5 o superiore, Windows XP SP2, Vista e 7, iPad con iOS 3.2 o superiore.
La recensione in questo post: Free writing, niente distrazioni alla scrittura

WriteMonkey

http://writemonkey.com/
Applicazione gratuita con un’interfaccia utente estremamente ridotta, con supporto completo al linguaggio Markdown e possibilità di attivare singoli plugin opzionali a pagamento.
Si possono cambiare colori e font, gli elementi nel menù a scomparsa, il layout, le sostituzioni automatiche, il dizionario, codifiche di stampa ed esportazione, compresi HTML con CSS Templates.
Il testo viene salvato in formato testo con UTF-8.
Non necessita di installazione e può essere avviata da chiavetta usb. Disponibile per Windows OS (XP, Vista, Windows 7, Windows 8/8.1 e Windows 10). Richiede Microsoft .NET framework 4.0 (nativo in Windows 8/8.1 e Windows 10, da installare a parte per gli altri).
La recensione in questo post: Writemonkey. Scrivi, scimmietta!

 

Software per la scrittura creativa

yWriter6

http://www.spacejock.com/yWriter6.html
Programma di videoscrittura avanzato studiato appositamente per narratori: il software suddivide il lavoro in capitoli e scene, dove la singola scena è l’unità minima su cui lavorare.
Gestisce anche riepiloghi, obiettivi, conflitti, esiti, punti di vista, marcatori di trama/sottotrama, marcatori di stato, note e appunti per ogni scheda, reportistica con sinossi compresa, storyboard.
Si può configurare un backup automatico, nonchè vari sistemi di backup simultanei (FTP, email, cloud).
Il testo può essere esportato in diversi formati standard: HTML, Text, RTF, LaTex, eBook
Software completamente gratuito.
Disponibile su sistemi Windows (yWriter5 fino a Win 7, yWriter6 anche su Win 10) e su sistemi Linux e Mac OS X tramite le librerie Mono. E’ possibile utilizzare il pacchetto anche da chiavetta usb, senza installazione.
La recensione in questo post: Introduzione a yWriter6
Seguite tutti gli articoli per impararne l’utilizzo: Corso su yWriter6 

Bibisco

http://www.bibisco.com/it
Software di scrittura creativa made in Italy, con interfaccia completamente in italiano (ma supporto multilingue). Organizza un romanzo come un progetto, con le sezioni Architettura (diverse linee narrative), Personaggi, Luoghi, Capitoli (e Scene), Analisi (reportistica basata sulle etichette assegnate alle scene).
Comprende una piccola guida, con diversi consigli su personaggi, conflitto del protagonista, premessa, ambientazione, fabula e punto di vista.
Eccezionale l’accuratezza delle schede dei personaggi, con l’alternanza tra l’inserimento a testo libero e la modalità intervista, con un elenco esauriente di domande.
Non gestisce un backup automatico, ma consiglia di lavorare in cloud direttamente.
Il testo può essere esportato in PDF, RTF o come archivio proprietario .bibisco.
Software completamente gratuito. Non richiede installazione (soluzione già portable), ma il pacchetto è corposo.
Disponibile per sistemi Windows, Linux (32 e 64 bit) e Mac.
La recensione in questo post: Bibisco, scrittura creativa made in Italy

 

Se questi software vi sembrano troppo complessi, si possono utilizzare i programmi di videoscrittura delle suite d’ufficio, organizzando al meglio la struttura di capitoli e scene. Ecco le recensioni dei più conosciuti:
Come scrivere un libro con Word
Come scrivere un libro con LibreOffice
Come scrivere un libro con Google Docs

 

Altre utility

Coggle

https://coggle.it/
Applicazione gratuita per la creazione di mappe mentali e concettuali, studiato per essere utilizzato in condivisione all’interno di un gruppo di lavoro con controllo delle modifiche e chat tra i membri.
Utile nella scrittura creativa per organizzare il materiale, definire i personaggi e la struttura della storia, avendo sempre una visione d’insieme della direzione.
Richiede una login con account Google per l’integrazione con Google Drive.
Le mappe possono essere salvate in PDF, PNG, TEXT o .MM (il formato del più noto software opensource Free Mind).
Disponibile online sul sito, come app per iOS e Android, come estensione per Google Docs.
La recensione in questo post: Libera la mente con Coggle! Mappe mentali veloci, colorate e gratuite

 

Manuali di scrittura creativa

Questi sono alcuni manuali di scrittura creativa che ho letto personalmente e che consiglio di leggere. Non sono fanatica di manuali e corsi, il rischio è di dimenticare che il primo elemento della scrittura creativa è scrivere. Cliccando sul titolo, potete leggere le recensioni che ho scritto di ogni manuale.

On Writing – Autobiografia di un mestiere di Stephen King

Manuale di scrittura creativa di Roberto Cotroneo

E adesso prendimi. Come scrivo le scene di sesso di Outlander di Diana Gabaldon