Sto cercando di tornare con i piedi per terra, ma dopo un weekend così è davvero difficile! Non solo tre giorni a Parigi, una delle capitali più belle che già da sola merita il viaggio, ma tre giorni con il salone del libro Livre Paris e con la tua scrittrice preferita che sbarca dall’oltreoceano! La possibilità di incontrarla di persona e scambiarci due parole!! Beh no, non sono stata così parca alla fine, tutt’altro.
E’ iniziato tutto lo scorso 30 gennaio: Diana Gabaldon, l’autrice della saga Outlander (ve ne ho già parlato in questi articoli: Quando si definisce “romanzo storico”? ; E adesso prendimi. Come scrivo le scene di sesso di Outlander ; Il pregiudizio del lettore) annuncia sul suo profilo Facebook che sarà a Parigi dal 16 al 19 marzo, all’interno del salone del libro, un evento di carattere internazionale, che riunisce editori, scrittori francesi ed esteri da oltre 50 Paesi, accogliendo 150.000 lettori ogni anno. Lei parteciperà invitata dal suo editore francese J’Ai Lu, con un panel di discussione e un paio di sessioni firma copie con il pubblico.
Prima reazione: Ommmmioddddddio, zia Diana a Parigi!!! Dal 16 al 19 marzo, giusto il weekend dopo Tempo di libri a Milano!!! Io vado fuori di testa… DEVO andare a Parigi se lei non viene a Milano!! (questo è esattamente quello che ho scritto ai miei collaboratori di webnauta 😀 )
Seconda reazione: No dai, deve venire a Milano! La nostra fiera dell’editoria (il Salone del libro è ancora quello di Torino) si tiene giusto la settimana prima, vuoi vedere che quelli di Corbaccio-TEA, la casa editrice di Diana Gabaldon per l’Italia, si lasciano scappare un’occasione ghiotta come questa? Con 40.000 fans italiane che l’aspettano da anni ormai?!
Dopo l’annuncio ufficiale sulla sua bacheca, è iniziato un balletto di ricerche, indagini, richieste per capire se c’era la possibilità che effettuasse una tappa anche in suolo italico, purtroppo senza riscontro positivo. Già due anni fa, la stessa Diana rispose ad un mio commento su un suo post dove la invitavo a vedere il nostro bel paese, spiegandomi che non dipendeva da lei ma di chiedere al local publisher. Chiaramente, una scrittrice del suo calibro non si muove gratis, di sicuro non a sue spese, e sta all’editore capire quanto investirci e come sfruttare al massimo la sua presenza. Senza contare che Diana Gabaldon quest’anno ha diminuito drasticamente le sue partecipazioni, per potersi concentrare nella scrittura del nono libro della saga, nome in codice BEES. Dunque, adesso o mai più!
Così, da una parte cercavo di capire se era possibile averla qui tra noi, prima o dopo la permanenza francese, dall’altra guardavo se potevo organizzarmi col lavoro per preparare il weekend all’estero, considerato il tempo di viaggio. All’uscita del calendario definitivo di Tempo di libri, non c’era più spazio per sperare nella sua venuta. Rimaneva solo l’opportunità di Parigi.
Vado o non vado? Non so un’acca di francese, e non ho mai testato la mia pronuncia inglese…
Vado o non vado? Però è zia Diana, santi numi!! E quando mi ricapita?
Vado o non vado? Col lavoro sono stretta, posso aggiungere solo un giorno di ferie, ma ce la potrei fare…
Vado o non vado? Alla fine arriva Daniela: Organizziamo! Je comprends un peu le français, mais mon fils m’apprend!
Tieni Alex, queste sono le chiavi della barca webnauta. Trattala bene e stai attento ai pinguini, lo sai che sono indisciplinati! Io vò a Parigi!!