Che fine avrà fatto il frullatore dell’ultimo Salone del Libro di Torino, quello sequestrato all’ingresso in fiera?
Così bizzarro e fuoriposto, ci siamo chiesti in tanti quale era il suo destino. E quale sarà stata la sua fine.
Qualcuno, si diceva, dovrebbe proprio scriverci un racconto…
(E mi perdonerà Carlo Rovelli se nonostante le Sette brevi lezioni di Fisica ho scritto un po’ di stronzate quantistiche!)
Sapevo che qualcosa sarebbe andato storto, anche se sulla carta sembrava un piano perfetto. L’avevo detto al capo che era rischioso con così poche informazioni, ma non ha voluto sentire ragioni. “Le tue sono paranoie Mick, lo sappiamo che detesti viaggiare, ma per questo tipo di lavoro ho bisogno del tuo ingegno.” E il frullatore mi sembrava la soluzione giusta. Piccolo e apparentemente innocuo, motore depotenziato e lame un po’ spuntate. Avevo anche ottenuto da un collega l’accesso come personale autorizzato ad uno stand di un piccolo editore dove si sarebbero tenute delle dimostrazioni culinarie. E un frullatore poteva sempre servire, no?
Ma non avevo tenuto conto dei controlli di sicurezza. Ci doveva essere Luciano quel giorno a verificare la mia borsa, avevo fatto in modo di guadagnare la sua fiducia, mi avrebbe fatto entrare ad occhi chiusi. Qualcuno ha cambiato i turni all’ultimo momento, non ce siamo accorti in tempo e il frullatore non è passato.
Ho provato a spiegare la verità alla guardia sconosciuta, ma è stata inflessibile. “Non occorre inventare una storia di fantascienza, questo rimane qui, signore.”
Il fatto è che quello che voi vedete come un frullatore è in realtà un convertitore di materia. Trasforma le parole in pulviscolo sottile, un insieme di quanti assorbibili più velocemente dal cervello umano una volta in circolo nel proprio corpo. L’ho trasformato in un antico frullatore per non destare sospetti.
Viene dal futuro, dove leggere è diventato facile come bere un bicchiere d’acqua. E gustoso come un frullato.
Beh, alcuni contengono anche una parte alcolica, occorre andarci cauti per la gradazione, altri invece vanno presi a piccole dosi per gli effetti collaterali. Guerra e pace ad esempio per l’alto contenuto ferroso, con tutte quelle armi antiquate! Anche se alcuni lettori lo usano proprio per curare l’anemia.
Ah si: noi nel futuro ci curiamo leggendo. Per la sonnolenza bastano un paio di bicchieri di Stephen King, per l’ansia invece consigliano la magia di Harry Potter, contro gli attacchi di panico la tranquillità degli intrecci amorosi di Jane Austen, per sconfiggere la paura le avventure più famose di Rudyard Kipling.
Non ci affanniamo nemmeno più a riconoscere un buon libro ancora prima di pubblicarlo: basta il primo sorso per capire se c’è bontà nel testo e la storia è succosa per i lettori. Non si può mentire alle papille gustative.
Perché l’ho portato qui nel passato?
L’abbiamo inventato troppo tardi, quando l’umanità aveva smesso completamente di leggere e occorreva una soluzione drastica, per recuperare in fretta il nostro stesso sapere. Ma ahimè alcuni libri sono comunque andati perduti. Diciamo che in extremis il Governo Universale ha autorizzato dei viaggi nel passato per salvarli e ce ne stiamo occupando. Per sicurezza però è stato concesso di portare il convertitore di libri nel punto cronologico ottimale perché tutti possano acquisire il gusto della lettura, senza rischiare anacronismi con i rimedi temporali dell’ultimo momento.
Purtroppo mi hanno sequestrato anche un frullato di Jane Eyre, che doveva servire per la mia presentazione: con tutta quella campagna inglese è stato scambiato per un vasetto di pesto genovese! Ma come si fa, dico io!
Che poi nel futuro, tra un mix e l’altro, anche noi siamo tornati a leggere sulla carta, molto più di prima. Strano no? Una cosa ti deve sempre mancare per apprezzarla appieno.
Adesso però sono nei guai. Devo rintracciare il convertitore prima che qualcuno ci infili sul serio frutta e verdura. Oltre a un pessimo risultato a causa dell’elemento glationico, lo danneggerebbero per sempre. E questa volta davvero il capo mi mette a dirigere il traffico sugli anelli di Saturno!
(c) 2018 Barbara Businaro


26 Comments
Secondo me sei geniale e non dico altro!
Esagerata! Manco avessi inventato io il convertitore di libri! 😉
(…posso dire che su Topolino le mie storie preferite erano quelle con le invenzioni di Archimede e la sua super lampadina Edi?)
Il manifesto del surrealismo del 1924 calza a pennello. L’immaginazione è una risorsa incredibile e tu ne hai da vendere:)
In realtà ho fatto l’associazione di parole più semplice del mondo: frullatore – libri. Et voilà! 😀
Bellissimo!
Ma a questo punto ci vuole il seguito con il recupero del frullatore in casa dell’addetto della sicurezza. 😛
“Perduto! Il mio tessssoro! Ce l’hanno preso!!”
Ah no, questo è un altro libro… 😀 😀 😀
Ahahah bellissimo 😀
Abbiamo perso una grande occasione, maledizione a quei pignolini dei controlli! Vuoi mettere la comodità? A parte le indigestioni, ovviamente 😛
E le sbornie no? Pensa a tutto il Rhum a bordo della Pequod in Moby Dick! 😀
Complimenti! 😀
Racconto gustosissimo. L’ho bevuto davvero in un attimo… 😉
Eh Darius, tu devi fare il pieno di frullati, che il prossimo post in arrivo è dedicato a te.
Ti toccherà lavorarci tutta l’estate. E il bello è che l’hai chiesto tu… 😀 😀 😀
Ah.
E adesso come faccio?
Il frullatore me l’hanno sequestrato a Torino… 🙁
Ma dai, serviva a quello il frullatore che hanno sequestrato al Salone????
Ma sto Luciano doveva andare a fare pipì proprio nel momento sbagliato?
Insomma, se nel futuro si parlerà ancora di libri, allora tutta la nostra fatica non sarà vana )
Magari non si parlerà di libri cartacei, ma di libri si parlerà sempre. L’Uomo vive di storie. 😉
W il frullatore convertitore davvero assai gradevole e la tua fantasia.
E speriamo che in futuro si legga sempre di più non di meno, ma ahimè temo che la tua profezia sia assai possibile.
Eh, ci vorrebbero i professori Marlin e Zapotec e la loro macchina del tempo per scoprirlo! Su Topolino “Un giorno, tutto questo”, edizione speciale per il Salone del Libro, ci sono proprio loro! 😉
Geniale, Barbara! Brava come sempre: un racconto bello e divertente. Attendo con ansia il prossimo: chissà con cosa ci stupirai?!
E chi lo sa?! 😀
Mi hai stupito! Sembra quasi che tu scriva abitualmente… 😀
E io che avevo scambiato il contenuto del vasetto per buon pesto alla genovese… 😉
Nella bottiglia di “succo alla pera” allora cosa c’è, un concentrato di narrativa per chi vuole strafarsi di letteratura? Da iniettare in vena (per i casi disperati) o sempre per via orale (visto che parliamo di letteratura)?
Il succo alla pera è succo alla pera, regolarmente etichettato. Pure la Fanta è Fanta, e mica viene dal futuro! 😀 😀 😀
L’etichetta serve solo a dissimulare il reale contenuto dei recipienti… Se l’happy hour l’avessi fatto a base di frappé di A. Conan Doyle l’avresti dedotto. Del resto è talmente elementare, Watson… ehm, Barbara! 😉
Un racconto davvero gustoso e fresco come un frullato alla frutta, complimenti per la fantasia, geniale, brava Barbara!
Grazie Giulia! Con questo caldo dopo l’allenamento io mi preparo proprio gli smoothies! 😉
(il frullato è frutta e latte, lo smoothie invece è frutta/verdura e yoghurt bianco)
fantastico. Semplicemente fantastico
Grazie! Certo che adesso ci vorrebbe il fiuto infallibile di Puzzone per ritrovare questo frullatore! 😀
Semplicemente delizioso. Idea azzeccata.
Insomma, non sapremo mai cosa ci facesse realmente quel frullatore lì. 🙂
Grazie Luz.
No, temo proprio che non scopriremo mai a cosa servisse… 🙂