Man mano che ci addentriamo nello studio di yWriter6, software di scrittura creativa gratuito dello sviluppatore informatico Simon Haynes, ci rendiamo conto che dietro un’interfaccia asciutta si nasconde un programma decisamente corposo, quasi troppo complesso per uno scribacchino alle prime…penne.
Per trovare lo strumento giusto per ognuno occorre guardarsi un po’ in giro cosa offre il mercato. Con mia sorpresa tempo fa in mezzo alle ricerche saltò fuori anche questo Bibisco, gratuito e completamente made in Italy!
Il suo creatore, Andrea Feccomandi, un ingegnere informatico di Bologna, ci tiene a precisare che Bibisco è “fatto con amore, per scrittori”: amiamo i libri e vogliamo aiutare gli scrittori a scrivere bellissimi romanzi. E’ già stato tradotto in 8 lingue ed ha registrato più di 15 mila downloads. E’ spesso citato come un ottimo compagno per il NaNoWriMo (e siamo proprio a Novembre! chi di voi ha accettato la sfida?). Insomma, agli scrittori questo Bibisco piace.
Devo dire che il pacchetto è rimasto in attesa un bel po’ sulla mia scrivania, perché il file da scaricare alquanto voluminoso mi ha tratto in inganno nel farmi presagire lunghe battaglie per installarlo e studiarlo.
Niente di tutto ciò. Il suo vanto è proprio la semplicità! Provare per credere!
L’installazione…che non c’è!
Avete capito bene: bibisco non deve essere installato, si tratta di una soluzione completamente “portable”. Una volta effettuato il download del file dal sito, a seconda del vostro sistema operativo, non dovete far altro che scompattarlo in una cartella: lì dentro troverete l’eseguibile già funzionante, indipendente dal vostro pc.
L’ultima versione qui testata è la 1.4.2. per windows.
E’ disponibile anche per Linux (32 e 64 bit) e per Mac.
La prima cosa da notare è che si tratta di un programma ingombrante: lo zip per windows è di 181 Mb, che diventano ben 355 Mb una volta estratti. Per confronto, il file di installazione di yWriter6 pesa solo 2,2 Mb in versione portable.
Nuovo Progetto
Appena avviato, bibisco ci dà il benvenuto e ci chiede di selezionare la lingua della sua interfaccia. Poi ci viene richiesta la cartella del nostro computer dove salvare i progetti: qui ci viene suggerito di mettere la cartella sotto il controllo di Google Drive o DropBox per avere un backup automatico degli stessi.
A questo punto, siamo pronti per creare il primo progetto, dandogli un nome e selezionando la lingua con cui scriveremo (non è la stessa dell’interfaccia, è quella utilizzata come testo del romanzo e quindi come correttore ortografico).
Al termine, il nostro progetto è pronto e possiamo cominciare ad organizzare il nostro romanzo.
Cliccando su “qualche piccolo consiglio” si apre una finestra popup dove potete scorrere una comoda guida, con 6 diversi consigli sui personaggi, il conflitto del protagonista, la premessa da definire, l’ambientazione come spazio e tempo, la fabula e il punto di vista.
Vediamo quali strumenti abbiamo a disposizione nei vari menù nella barra in alto.
Architettura
In questa sezione troviamo spazio per l’architettura del romanzo, suddivisa in:
- Premessa: in una frase l’intero romanzo, il conflitto e la risoluzione
- Fabula: narrazione degli eventi nella loro successione logico-temporale
- Ambientazione: contesto geografico, temporale e sociale dove si svolge la storia
Aprendo uno dei tre blocchi, potete già dare un’occhiata all’editor di Bibisco, molto semplice (il font e la sua dimensione si impostano a parte). Punto forte per la mia personale esperienza? I tastini delle caporali!! 😉
Quando avete terminato l’inserimento di ogni blocco nel programma, sotto potete gestire sempre lo stato di avanzamento tra:
- OK/completato (verde)
- …/da completare (arancio)
- !!!/tutto da fare! (rosso)
Sotto ci sono le Linee narrative, ovvero le varie trame che compongono il romanzo, ciascuna legata allo sviluppo di un particolare conflitto. Per ogni trama, si apre l’editor dove inserire degli appunti in formato testo. I “blocchi” delle trame possono poi essere spostati e riorganizzati con il drag&drop (trascina e rilascia).
Personaggi
I personaggi sono suddivisi in Protagonisti, i portatori dei conflitti, e Altri personaggi, caratteri di contorno allo sviluppo della storia. Anche qui vale la gestione a blocchi con funzionalità drag&drop.
Sulla scheda del personaggio Bibisco dà il meglio di sé, perché è davvero molto curata.
- Chi è?
Dati personali: nome, cognome, soprannome, sesso, età, luogo di nascita, luogo in cui vive, titolo di studio, professione, situazione economica. - Come appare?
Aspetto fisico: occhi, capelli, bocca, naso, orecchie, mani, corporatura, altezza, peso, razza.
Modi di fare: modo di guardare, parlare, ridere, piangere, camminare, vestirsi, bere, mangiare.
Immagini: qui si possono caricare pressoché infinite immagini (non ho trovato segnalato alcun limite). - Cosa pensa?
Psicologia: tutti, ma proprio tutti, gli aspetti della psicologia del personaggio
Idee e passioni: idee religiose, idee politiche, passioni, hobby, manie, vizi. - Da dove viene?
Sociologia: il partner, la famiglia, gli amici, i compagni di scuola, i colleghi.
Vita precedente alla storia: infanzia, adolescenza, vita scolastica, vita professionale prima dell’inizio della storia (solo testo libero). - Dove va?
Conflitto: da cosa nasce il conflitto, bisogno interiore o circostanze esterne, qual è la posta in gioco(solo testo libero).
Evoluzione: come evolve il personaggio nel corso della storia (solo testo libero).
A parte l’accuratezza nel creare e gestire tutte queste caratteristiche, ho apprezzato davvero molto la possibilità nella maggior parte delle schede di poter passare dall’inserimento del solo testo libero alla modalità intervista, con un elenco davvero esauriente di domande a cui rispondere. Questo è davvero il suo punto di forza.
Luoghi
Anche i luoghi si gestiscono a blocchi, con funzionalità drag&drop. In questo caso, si apre solo l’editor per l’inserimento di testo libero. Le immagini, anche qui senza indicazione di limite, si caricano dal pulsante in basso a destra, vicino a quello di salvataggio.
Capitoli (e Scene)
Anche i capitoli sono ovviamente gestiti a blocchi. Cliccando nell’area, per ogni capitolo abbiamo a disposizione:
- Motivazione: qual è il senso di questo capitolo, come contribuisce allo sviluppo del romanzo (solo testo libero)
- Appunti: idee, note, spunti (solo testo libero)
- Scene: elenco delle scene del capitolo selezionato, sempre gestite a blocchi.
La scena riporta l’editor con alcune funzionalità aggiuntive (per cui viene visualizzato un comodo avviso):
- Riepilogo: una schermata che si apre a lato con personaggi, luoghi, architettura e i capitoli già scritti; purtroppo la schermata non si allarga, anche se ingrandiamo la finestra del software a tutto schermo, risultando così alquanto inutile;
- Etichette: vengono mostrate le etichette relative al punto di vista (fisse), ai personaggi (quelli censiti, sia protagonisti che secondari), al luogo (a scelta tra quelli già inseriti), al tempo (una data precisa in anno, mese, giorno, ora, minuti) e la linea narrativa a cui appartiene (quelle aggiunte all’inizio).
Sempre in basso troviamo le Revisioni, ovvero la gestione delle versioni della scena da un elenco a discesa.
Analisi
Come indicato nel pulsante “nota importante” in alto, perché i dati di analisi siano completi, è necessario per ogni scena compilare la sezione etichette, che abbiamo appena visto. Qui abbiamo a disposizione:
- Lunghezza capitoli, un istogramma basato sul numero di parole per ogni capitolo
- Distribuzione personaggi, in tabella per capitoli
- Cronologia apparizioni personaggi, basata sulle etichette dei personaggi per scena
- Distribuzione luoghi, in tabella per capitoli
- Distribuzione linee narrative, in tabella per capitoli
- Utilizzo punti di vista, basata sulle etichette dei punti di vista per scena
Esporta progetto
In questa sezione possiamo esportare il nostro testo, potendo scegliere tra:
- esporta in PDF
- esporta in Word (RTF), Rich Text Format, formato standard leggibile non solo da Word ma da altri software di videoscrittura
- esporta come archivio, ovvero in file .bibisco, formato proprietario dello stesso Bibisco (non basta portarsi dietro la cartella che abbiamo indicato all’inizio del progetto, non la riconosce)
Per ogni scelta vi viene solo richiesto il path di scarico dell’esportazione.
Impostazioni
Qui ritroviamo l’impostazione della lingua del programma stesso (dell’interfaccia, per intenderci, perché quella del progetto non è più modificabile una volta che l’abbiamo creato).
Ci sono anche le impostazioni dell’editor di testo, compreso il controllo ortografico (presumo con il dizionario in lingua dell’interfaccia stessa). Facciamo una prova:
Letture consigliate
Qui sono riportate le recensioni ed i link di alcuni libri consigliati, tutte di Dino Audino Editore, e sono le stesse che trovate anche sulla sezione del sito Letture consigliate.
Info
Qui trovate tutte le informazioni sulla realizzazione del progetto, dalla versione, ai crediti dei traduttori. Se volete rimanere aggiornati, potete seguire Bibisco anche sulla pagina Facebook ufficiale bibisco.official.page e sul profilo Twitter bibiscotweet.
Per chi se ne intende, i sorgenti sono depositati presso GitHub.
In conclusione…
L’interfaccia è molto user-friendly rispetto ad altri software, completamente in italiano e ricca di suggerimenti al punto giusto. La consiglio a chi non ha confidenza con il computer e litiga un po’ anche con l’inglese 😉
La caratterizzazione dei personaggi è davvero esauriente, con un encomio per aver inserito il formato intervista.
D’altro canto, è un po’ pesante come pacchetto portable, 355 mb sono davvero tanti per un software di questo tipo (è un’applicazione Java e contiene la propria JRE, Java Runtime Environment, per essere indipendente e non generare problemi di compatibilità/aggiornamento), anche se ormai le chiavette usb hanno raggiunto dimensioni rispettabili.
Cosa non ho trovato, rispetto a yWriter6 che già utilizzo, e che varrebbe la pena aggiungere nelle prossime release:
- backup automatico impostabile (per questo suggerisce di salvare il progetto direttamente in DropBox)
- storyboard/timeline, ovvero grafico della distribuzione dei personaggi sulla linea del tempo (e non dei capitoli)
- generazione automatica della sinossi
- esportazione in HTML e formati eBook (necessari quindi altri software)
Però, in conclusione, trovo che Bibisco sia un’ottima soluzione, davvero alla portata di tutti (poi il difficile rimane scrivere, questo lo sapete!).
Ci state già facendo un pensierino? Lo proverete?




























55 Comments
Ah certo. Me lo metto su subito. Devo dire che come prima impressione mi piace assai, in fondo fa un po’ tutto quello che servirebbe a me, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei personaggi.
E brava Barbara anche stavolta! 😉
Grazie Silvia! Si, la gestione dei personaggi ha colpito parecchio anche me. Tra i software che ho visto finora (mi manca però Scrivener) è l’unico ad avere una così ampia sezione, con tanto di formato intervista.
L’ho scaricato: vedremo! E grazie della segnalazione.
Fammi sapere che te ne pare. Ma forse è uno strumento del genere è troppo complesso per un racconto, no?
Graficamente mi piace, penso che lo proverò 😉
Un po’ un limite il fatto che sia in java (e per utenti poco esperti anche che non preveda unistallazione).
Mi piace l’idea delle linee narrative 🙂
Perchè dici un limite che sia in Java? Stamattina Alessandro -Nostromo- l’ha anche provato su Linux openSuSE e funziona benissimo!
Le linee narrative in effetti non ci sono in yWriter6, si può utilizzare solo una scheda di Annotazioni, ma non è la stessa cosa.
In genere è un po’ pesante.
Solo io non amo questo tipo di software “per scrittori”, come anche Scrivener e altri? Ho scritto un articolo sul tema, tempo fa. Non che siano fatti male, ho provato anche Bibisco tempo fa, niente da dire.
Il problema per me è che ogni software di questo tipo di ingabbia in uno suo schema predefinito dal programmatore, che può andare bene genericamente, ma io alla fine mi adatto sempre male agli schemi fissi. Quindi mi sono ritrovato a non essere mai completamente soddisfatto, e a cambiare spesso, con il solo risultato di perder tempo a provare ogni volta un software nuovo, invece di scrivere 🙂 Preferisco un bel foglio di Word, e organizzare tutto il resto dei dati analogamente, oppure con note in software che già uso per altri motivi (tipo mappe mentali, che preferisco agli schemi). Tra l’altro, un .doc è per sempre, e sarà sempre letto da qualsiasi software…ho già fatto l’errore di scrivere molti racconti usanto Pages, che ora avendo abbandonato Apple ho dovuto convertire tutti per poter leggere 🙂
AAHHHH un altro che usa word! Io continuo con word e la rotellina su e giù e in caso di delirio i post it sul banco di lavoro. E’ fattibile, eh posso dirlo? Alla fine i miei romanzi sono stati pubblicati nonostante questo uso arcaico che prevede riletture estenuanti alla ricerca del punto preciso dove avviene qualcosa, utilizzando – come ho già detto – come unico alleato la funzione “trova” se si ricorda una parola chiave. Delirio. Questo Bibisco però mi piace.
L’ultimo romanzo l’ho scritto con 38 file di Word, uno per capitolo, Evernote per alcuni appunti e ritagli dal web su personaggi e ambientazioni, e le mappe mentali su fogliacci o su altri software.
Poi dipende, se uno si trova bene negli schemi previsti da questi software di scrittura, certamente ne trae grande beneficio in organizzazione 🙂 Io non riesco a stare mai fermo 😀
Tra l’altro, da ex hater di MS e recentemente convertito, devo ammettere che l’ultima versione di Word 365 Win10 mi piace assai, volendo usa anche il formato .odt (e qui mi sono giocato tutta la credibilità e le relazioni 😀 )
Io Word 365 su Windows 10 sto tentando di assassinarlo definitivamente. Ho già un Office installato, non è possibile che ogni 2 settimane mi perseguiti un’icona sulla tray con “Compra questo software! Compra questo software! Compra questo software! Compra questo software!”
Quando dovremo aspettare per la multa dell’antitrust stavolta?! 🙁
Ahah, non so a me dava ogni tanto la tile che mi chiedeva di fare il periodo di prova. Guarda se questo articolo può esserti d’aiuto 🙂 http://www.howtogeek.com/226321/how-to-disable-the-“get-office”-notifications-on-windows-10/
Comunque io l’ho fatto inizialmente per via del Terabyte di spazio che danno su OneDrive, che solo quello costa meno di altri cloud, ma poi devo dire che soprattutto la versione 2016 mi sta piacendo davvero tanto, molto meglio di quelle vecchie (soprattutto la versione che avevo sul mac…per quello usavo Pages 😀 )
Guardate che anch’io uso Word (in genere in questi programmi riverso il documento scritto, portando scena per scena). E siccome ho un’installazione in italiano e una in inglese, a seconda dei pc, non mi ricordo mai se devo usare il CTRL+T (Trova) o il CTRL+S (Search) per attivare la ricerca. Di quei numeri! 😛
Beh. io li installo tutti, ci gioco un po’ e poi torno a word (anzi a openoffice). Però mi piace un sacco scoprirli e… scoprire che non sono fatta per usarli.
Ma questo mi piace assai. Vedremo… 🙂
Anche io provo tutto, ho un’ossessione compulsiva per provare cose nuove 😀
Beh, dobbiamo partire dal principio che non esiste lo strumento perfetto ed ognuno ha poi le sue necessità.
Per te questa tipologia di software impone uno schema predefinito, io invece mi trovo male con le mappe mentali (non solo per la scrittura, anche per il lavoro): rischio di aprire rami che tendono all’infinito. Ma giusto per capirci, il racconto di Halloween l’ho scritto su Blocco appunti (o Notepad), scrollando su e giù, e versionandolo tramite DropBox. Però un conto è un testo breve con solo due protagonisti e il resto dei personaggi indefiniti, ben altra cosa è gestire un testo lungo, con più linee narrative, che richiede più tempo di gestazione. C’è chi si trova bene con il classico documento di testo e poi un foglio excel per ogni personaggio. Va benissimo anche così. Non c’è nessuno che possa dire qual è il metodo migliore di lavorare, perchè ognuno ha il suo! 😉
Comunque, da .doc siamo già passati a .docx! E se proprio volessimo, lo standard ufficiale è l’RTF (ecco perchè tutti questi programmi hanno l’esportazione basilare in RTF).
Sì vero, e il bello della scrittura è proprio che non necessita di strumenti specifici, ognuno può trovare i suoi (almeno adesso…prima c’era solo pergamena e inchiostro 😛 ). 🙂
E prima ancora tavoletta e scalpello! 😀
Bellissimo articolo, Barbara!
Uso Scrivener e continuerò a farlo, ma ho il vizio inguaribile dei software di scrittura e quindi mi installerò anche questo.
Davvero complimenti per questo e per tutti i tuoi articoli tecnici e non.
Grazie Serena. Eh, prima o poi arriverò anche a testare Scrivener, questi articoli servono per prepararmi al grande evento! 😉
Tieni d’occhio il sito il Black Friday, lo vendono a 25 dollari che è poco più di metà prezzo. Se invece partecipi al NaNo e vinci, ti danno un codice con il quale te lo scarichi a 20 dollari, che volendo puoi anche regalare a un amico.
Comunque secondo me non è concettualmente preciso paragonare Scrivener a Word. Mi spiego meglio: Word è un elaboratore di testo, Scrivener è un potente strumento di gestione che include ANCHE un elaboratore di testi. Anch’io il testo nudo e crudo lo scrivo dove capita, ho anche ZenWriter, FocusWriter, Open Office e Libre Office… credo quasi tutto ciò che esiste in giro XD incluso un bel quadernino Moleskine! Ma poi tutto finisce in Scrivener, e salvo cataclismi non lo cambio per niente al mondo (e quando sarà, guarda quanto sono bellini i template delle schede personaggio, la cartella Ricerche e il sistema di metadati… *innamorata* )
Non ho infatti paragonato Word a Scrivener 🙂 Il mio commento era solo per dire che, per quanto riguarda il mio metodo di lavoro, non mi sono mai trovato bene con i software che “fanno tutto”, perché non riesco a stare entro i modelli predefiniti, trovo sempre qualcosa di specifico che mi manca. Per cui preferisco utilizzare vari strumenti singoli volta per volta a seconda delle esigenze. Oltre al fatto che in generale mi piace avere software accessibili facilmente da ogni strumento (per esempio, i file di Word li leggo via OneDrive su ogni dispositivo, le note di Evernote anche, la roba su carta la digitalizzo come file e va in cloud, etc…).
Questo a prescindere dalla qualità di software come Scrivener, o Bibisco, e altri, che sono ottimi e se si adattano al tuo metodo di lavoro, sono di grande aiuto 🙂
Per quanto riguarda la portabilità, anche i software sono accessibili da più computer: Bibisco io ce l’ho nella cartella DropBox, quindi posso eseguirlo in qualsiasi computer (a parità di tipologia di sistema operativo); yWriter6 e Scrivener sono entrambi installabili su pendrive usb e alla stessa maniera la cartella per la chiavetta può essere portata sempre su DropBox (o spazio cloud sincronizzato similare). Oramai sempre più si punterà alla portabilità, anche su questi programmi. 🙂
Mi sono appena segnata di fare una capatina sul sito di Scrivener per il Black Friday, sicuramente faccio prima che vincere il NaNo! 😉
Tecnicamente, non è corretto confrontare i software di scrittura creativa con un semplice elaboratore di testi come Word. Però il paragone è nel “metodo” più che nello strumento: si paragonano i vari Scrivener/yWriter6/Bibisco et similia contro Word + l’organizzazione manuale degli appunti (questo lo danno sempre per scontato, peccato che non è banale!). La scelta è ovviamente personale, perchè dipende sia da quanto tempo abbiamo da dedicare alla scrittura, sia da come siamo già abituati a lavorare con il computer, ad organizzarci mentalmente. Per qualcuno i software sono una costrizione, per altri sono solo un contenitore, ne più ne meno.
Ciao Serena, ho sentito parlare di Scrivener in rete e mi piacerebbe sapere, visto che è a pagamento, quali sono a tuo avviso i vantaggi…. rispetto a strumenti come questo presentato da Barbara che sto provando anche io. Grazie
Anch’io sono curiosa di Scrivener, ed ero stata sul punto di acquistarlo a novembre, per il Black Friday, quando lo scontano a metà prezzo. Poi ho desistito, per due motivi: se l’avessi acquistato mi sarei fiondata a studiarlo, perdendo tempo e lasciando a metà il mio corso di yWriter6; sono molti ad essere passati da yWriter6, il più utilizzato al NaNoWriMo, a Scrivener (magari proprio con lo sconto per aver partecipato al NaNoWriMo) riconoscendolo come suo fratello maggiore, quindi sono convinta che studiare yWriter prepari a Scrivener (e potrebbe essere che se trovi complesso yWriter troverai complesso anche Scrivener). Comunque Serena nel suo post di oggi ha proprio detto che sta imparando a fare video perché vorrebbe farci vedere Scrivener in azione… attendiamo! 😉
È fatto in Java e quindi se non si ha un computer datato tipo 15 anni come il mio potrebbe andare lento. Non gestisce il formato ODT, ma promette bene e poi è gratuito quindi va incoraggiato perché so bene quanto è tosta sviluppare un software regalarlo è altrettanto tosta.
Volevo dire se si ha un computer darato… ma è uscito un non di troppo 🙂
Cioè Datato… un commento e 2 errori 🙂
Ah, qui si paga pegno: per ogni commento con errori, si deve tornare a commentare la volta successiva! 😛
Benvenuto nel blog Giovanni. In effetti, per quando la Java sia inclusa, è probabile che nei vecchi sistemi operativi qualche noia la dia lo stesso. Puoi provare con il download della primissima versione di Bibisco, la 1.0.0 del 2014, la trovi sotto GitHub, dove ci sono tutti i sorgenti.
Non gestisce l’ODT ma nemmeno il DOC, e come compromesso esporta in RTF, che va bene sia per Word che OpenOffice.
Tenendo conto che yWriter6 è stato creato da uno sviluppatore-scrittore (l’ha scritto per se stesso), invece per Bibisco non ho trovato in rete che il suo creatore sia anche scrittore. Quindi, davvero lo sta regalando!!
Un bell’articolo veramente, scritto in modo esauriente. Condivido questo articolo subito, perché lo ritengo utile: la descrizione della tipologia di programma e soprattutto le istruzioni per l’uso sono molto dettagliate e semplificate anche per i dummies.
Brava, Barbara!
Grazie Daniela! Deformazione professionale. Tutti quei manuale utente… 😀
Ho già mal di testa… Ma carta e penna non vanno bene lo stesso? @.@
Uhm…la carta potrebbe prendere fuoco o rovesciarcisi sopra il caffè del tuo amico che arriva lì a fa “Oh, cos’è questo…ops, scusa!”
E la penna si finisce, la matita si rompe la punta (e te non hai il temperino) e se hai la mina ti sei dimenticato di comprare le ricariche. 😀
Carta e penna vanno sempre bene. Poi però viene il momento che devi uscire da sotto gli scatoloni, ecco.
Io sigh concordo con Daniele e Salvatore, per me già word è sufficiente, per il resto amo annotare le caratteristiche su carta e riprendere i punti salienti che nel mio schema mentale stanno tutti precisi. Si sa se una è disordinata nel suo casino ci capisce solo lei e la mia testa pullula di casino. Però nulla toglie che vada benissimo per gli amanti della tecnologia usare tutti questi strumenti… solo pensavo a Foscolo e Leopardi… avrebbero scritto tante belle opere con il pc?
Non si dovrebbe rispondere a una domanda con una domanda ma… Foscolo e Leopardi lavoravano 10 ore fuori casa? 😀
Scherzi a parte, non credo proprio che la nostra produzione e la nostra epoca sia paragonabile alla loro.
Comunque non si tratta di usare tutti questi strumenti, ma di trovare quello che ci dà una mano.
Secondo me Foscolo avrebbe scritto da smartphone mentre chattava con Luigia Pallavicini, Leopardi invece avrebbe usato un pc fisso, tanto lui stava a casa 😀
Ecco spiegata la gobba!!!!
Sono più vicina al pensiero di Daniele: gli schemi fissi un po’ mi destabilizzano anziché orientarmi. Pensa che io scrivo su word , spesso anche su Pages e poi ho un’agenda dove appunto, segnalo, suddivido. È piena di asterischi, punti di domanda, ma il mio intervento pratico fatto a penna è il miglior aiuto di cui potessi valermi.
Ciononostante, mi incuriosiscono le tue scoperte e sono sicura che, come per altri consigli attinti da te, andrò a dare un’occhiata. 🙂
E se tu perdessi quell’agenda?
Io ho il terrore che la mia vada persa o rovinata, prima che riesca a metterla al sicuro su DropBox, in qualsiasi formato elettronico. D’altro canto, mi piacerebbe sapere davvero come lavorano gli scrittori “di successo”: Stephen King scrive a computer, ma una volta aveva solo una macchina da scrivere, userà solo word? Diana Gabaldon dice di scrivere in ogni dove, anche nella sala d’aspetto dell’aeroporto, ma come fa a consultare tutto il materiale per i suoi romanzi storici e non sbagliare una data o un nome?
Ecco, invece di chiedere se è autobiografico, dovremmo cominciare a chiedere: ma con che cosa l’hai scritto? 🙂
Bellissimo articolo Barbara! Anche se io sono come Daniele e Marina, mi viene proprio voglia di provarlo 🙂
Grazie Isabella! Io ho imparato ad utilizzarlo in due sere (mentre yWriter6 come vedete richiede molto più tempo). Fammi sapere poi come è andata la sperimentazione. 🙂
Lo voglio, lo voglio. Mi sembra perfetto per me che sono all’inizio. Facile, con suggerimenti, schemi definiti. Per questo suggerimento ti sei meritata un bacione. 🙂
Uh, grazie! Anche secondo me è ottimo per iniziare, per chi potrebbe spaventarsi eccessivamente di fronte al foglio tutto bianco di word, no? 😀
Ciao Barbara, sono Andrea Feccomandi, l’autore di bibisco.
Ti ringrazio moltissimo per il bellissimo articolo, che descrive in modo dettagliato e puntuale bibisco!
Naturalmente ho letto con molta attenzione i tuoi suggerimenti e quelli dei tuoi lettori; saranno lo spunto per continuare a migliorare bibisco!
Benvenuto sul blog Andrea. Io ringrazio te di essere passato di qua e credo di poterti ringraziare anche a nome degli altri che nei commenti hanno espresso l’entusiasmo per questo software. Ho voluto dargli più spazio possibile perchè anch’io ho trovato poco altro di italiano che ne spiegasse le potenzialità. Spero che adesso si capisca che è davvero facile da utilizzare. Un click e via! Il difficile resta sempre sapere cosa scrivere! 😀
Oh, ciao, Andrea! Complimenti anche da parte mia 😀 A Barbara per il suo bell’articolo li ho già fatti.
Ho capito bene? C’è un software di scrittura gratuito che ti consiglia al suo interno i libri di scrittura di un unico editore?
Ciao, in bibisco consiglio i testi di drammaturgia che mi hanno ispirato. Sono tutti testi americani, che in Italia sono pubblicati da un unico editore. Visitando la pagina web di bibisco in inglese oppure impostando bibisco in una delle 7 lingue attualmente supportate (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e polacco) si può vedere che gli stessi testi sono proposti da editori diversi che pubblicano nelle lingue selezionate.
Andrea, autore di bibisco.
Si, io qui ho ovviamente riportato solo quelli in italiano. Già nel sito si possono leggere quelli della versione inglese: suggested readings
La maggior parte sono pubblicazioni tradotte dal Gotham Writers Workshop che è uno degli sponsor anche del NaNoWriMo (e Bibisco sembra andare forte tra i partecipanti al NaNo!) 🙂
Non ho ancora guardato, ma immagino tu parli di Dino Audino Editore, che combinazione in Italia è l’unico che si ca**i i testi interessanti in lingua inglese. Quindi o uno se li legge in inglese, o li cerca sul sito di Audino e li trova (no, non lavoro per loro, sono solo una cliente soddisfatta)
Cara Barbara, grazie per queste tue risorse infinitamente utili! Ho cominciato il tuo corso u yWriter ma lo trovo davvero un software troppo complesso. Perciò sono passata a Bibisco. MI piace, è molto semplice e intuitivo, così posso concentrarmi davvero su cosa scrivere.
MI chiedo però come si debba utilizzare al meglio la porzione “Capitoli”.
Ci sono le scene (per me un modo completamente diverso di ragionare, molto simile alle scenografie teatrali o filmiche) che vanno compilate nei dettagli, ci sono gli appunti, dove possiamo buttare giù le idee di fondo per lo sviluppo. Ma come metto insieme le scene e gli appunti?
Dove mi suggerisci di inserire la prima stesura diciamo completa del capitolo?
Grazie mille
Mentre yWriter gestisce gli appunti sia per intero Capitolo (scheda Annotazioni al progetto) sia per singola Scena (scheda Annotazioni alle scene della vista Capitoli o Annotazioni della singola scena aperta su editor), Bibisco ti fornisce un unico spazio per gli appunti, solo per l’intero Capitolo (la scheda Appunti accanto a Motivazione nella schermata riassuntiva del Capitolo con le sue scene), quindi devi concentrare tutto lì.
Diciamo però che in Bibisco tu puoi indicare lo stato di avanzamento di una scena, con i pulsanti in basso:
Quindi potresti indicare con !!! la scena che dentro reca solo appunti e con OK quella che è la prima stesura completa della scena. Quando tutte le scene sono OK, hai un capitolo completato.