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Continua la nostra rubrica Navigare Informati nell’avventuroso oceano di parole, ovvero tra i libri. E il bollettino nautico di oggi ci porta proprio ad osservare da vicino il nostro oggetto del desiderio, il libro.
Come è fatto? How it’s made?
Lo ammiriamo e lo rigiriamo tra le mani, lo soppesiamo quasi che la sua fisicità rappresenti al pari le emozioni della storia che nasconde, osserviamo incantati i colori della sua copertina e la grafica cesellata dei caratteri del suo testo. Ma sappiamo davvero dare un nome ad ogni sua parte?

Ovviamente parliamo di libri cartacei, per quanto riguarda la consistenza, perché un ebook dal punto di vista fisico è solo un file che dal sito dove l’acquistate passa direttamente dentro il vostro ereader/computer/smartphone. Ma per la struttura interna, dalla dedica all’indice, valgono le stesse considerazioni tra cartaceo e digitale. La storia poi non cambia affatto! Perciò leggete dove vi pare, ma leggete! 😉

Quelli che vedremo non sono nemmeno tutti i termini disponibili: ho lasciato perdere i dettagli da tipografia e gli elementi in disuso nel mondo moderno, tenendo solo quelli strettamente interessanti per il lettore finale, che possa facilmente destreggiarsi di fronte al commesso in libreria o nell’acquisto dei libri di seconda mano.
Perché un lettore informato è un lettore conquistato!

Dopo la prima puntata su Quant’è difficile pubblicare un libro, proseguiamo col bollettino nautico nel nostro oceano di parole, per navigare informati nel mondo dei libri. Questa volta vi racconto di un progetto davvero interessante, completamente italiano: BookABook, il crowdfunding applicato ai libri.
Generalmente, la pubblicazione di un libro è un investimento a carico dell’editore o dello scrittore stesso, mentre il lettore interviene solo nell’atto dell’acquisto, a prodotto finito, potendo solo scegliere tra un titolo e l’altro già presenti in libreria.
Eppure quante volte, cari lettori, vi è capitato di pensare: possibile che trovo sempre gli stessi libri? vorrei una storia diversa, a chi potrei chiederla? perché gli editori non chiedono cosa vogliamo davvero leggere? ecco, questo libro sarebbe stato magnifico se il finale…e poi la protagonista è troppo…
A me si, continuamente! 😉
Quando si giunge a fine lettura però, l’unico intervento possibile è quello di una recensione, positiva o negativa. Non c’è modo per il lettore di convogliare il mercato dell’editoria verso i propri desideri, se non con l’acquisto. Ma già allora è troppo tardi.
Con il crowdfunding è il finanziatore a dire la sua. Perciò in BookABook è il lettore a decidere quale storia pubblicare.

Anche se l’Estate non vuole saperne di mettersi in viaggio, partiamo noi con una nuova rubrica: Navigare Informati.
Non in mezzo alle onde burrascose come il noto bollettino nautico della Guardia Costiera, ma navigare informati nel nostro oceano di parole, ovvero tra i libri.
Perchè ci sono cose che i lettori non sanno, ma gli scribacchini ahimè si. Le impariamo sulla nostra pelle, qualcuna anche sul portafoglio, nel momento in cui pensiamo di avere una storia valida e beh, perchè no, vorremmo magari pubblicarla.

Ci troviamo quindi a studiare nuovi concetti: cosa sono l’EAP, il self-publishing o il crowdfunding; che differenza c’è tra l’editor, il correttore di bozze o l’agente; come scrivere una sinossi o una quarta di copertina accattivanti; non dormire più pensando ad un incipit che incolli alla pagina; comprendere se è meglio il POD (Print On Demand) o il POS (Print On Sale).
E soprattutto dobbiamo mettercela via: salvo rarissime eccezioni, pubblicare non cambia la vita. Se va di lusso, con una casa editrice “big” un esordiente può strappare un 6% del prezzo di copertina sul venduto. E quanto potrà mai vendere un autore debuttante in Italia, dove il 44% non legge nemmeno un libro l’anno?

Tutto questo non dovrebbe importare ad un semplice lettore, ma in realtà lo aiuta a scegliere meglio.
A capire che le classifiche di vendita sono una proiezione edulcorata di un campionamento su poche librerie, escludendo le vendite online. A non lasciarsi imbambolare dal vicino di casa che tronfio esclama: “Mi hanno pubblicato un libro!” e invece ha pagato per essere stampato e il suddetto libro non si trova da nessuna parte. Men che meno lasciarsi sedurre da una fascetta editoriale (quella cosa scomoda che “fascia” il romanzo) che acclama già 200.000 copie vendute il giorno stesso dell’uscita in libreria.
Perchè un lettore informato è un lettore conquistato!